Roma Capitale

Urbanistica e rimpasto, dossier di fine agosto

Commercio, rifiuti, scuola, traffico e la vertenza coi dipendenti Tutti i nodi irrisolti sul tavolo del sindaco. Il più delicato quello col Pd

Un giro di boa decisivo questo della pausa estiva per antonomasia, in cui i palazzi della politica "socchiudono" i battenti nell’attesa che la città si risvegli e, soprattutto, la politica riaccenda i motori. Un momento delicato per il sindaco Ingazio Marino, così come per il governatore Zingaretti. Il primo in partenza domani si godrà pochi giorni di meritato riposo, considerato gli ultimi punti messi a segno con Bilancio e Piano di rientro. Il secondo, in vacanza in Francia, rassenerato dagli importanti spiragli aperti soprattutto nella sanità con la certificazione dell’uscita dall’emergenza. Ogni rosa però ha le sue spine. Acque più tormentate in Campidoglio dove alla ripresa dei lavori è attesa la delicatissima sessione urbanistica e non solo. Sul piatto del sindaco Marino, nonostante l’oblìo estivo, resta ben visibile il tema del rimpasto di giunta, rivista solo con piccoli accorgimenti per riempire le caselle rimaste desolatamente vuote al Bilancio e alla Cultura. Due settori centrali in questo ultimo scorcio estivo, con il risanamento, i tagli e l’aumento delle tasse per i romani per quanto riguarda il primo; per la "liberazione" del Valle e il suo futuro per il secondo. Nodi che restano ben stretti al fazzoletto di un primo cittadino che dovrà fare i conti soprattutto con il suo partito, il Pd. Le ultime "scaramucce" sulla trasparenza in Assemblea capitolina, avvenute proprio dalle pagine de Il Tempo , mostrano rapporti tutt’altro che sanati. La visione comune sulla Capitale ancora è al largo di un mare colmo di insidie. La pedonalizzazione del Centro ad esempio non trova tutti d’accordo. Una fine operazione mediatica che rischia tuttavia di affossare commercianti, imprenditori, dipendenti e in generale i romani ostaggio delle proprie auto nel traffico impazzito. Una strategia politica di Ignazio Marino accolta e vissuta con imbarazzante timidezza dalla sua maggioranza. Che attende le prossime mosse. Non solo romane. Il filo conduttore tra Marino e Zingaretti è tutto qui. Rapporti buoni ma non calorosi e un futuro incerto. Il primo è considerato troppo "fuori" dal partito. Il secondo troppo "dentro" e, soprattutto, troppo poco renziano. Entrambi agli estremi della centrifuga Matteo che, frullando frullando, potrebbe alla fine presentare un conto diverso. Le elezioni anticipate, per intenderci, non solo non sono una chimera a livello nazionale ma potrebbero prendere una strada molto più locale coinvolgendo Comune e Regione. Tre piccioni con una fava, direbbe qualcuno. Si capirà comunque proprio a settembre quando si ricompatteranno le righe e i dovrà superare il bivio che tiene la politica romana in forse da troppo tempo. E l’esperienza insegna che proprio nelle pause canoniche, come quella del Ferragosto, si maturano le decisioni finali. La città intanto aspetta, e spera, che almeno su urbanistica, pulizia, traffico e scuola (quest’ultimo capitolo più incerto e ombroso che mai) arrivino risposte in grado di dare ossigeno a economia e vivibilità di una città a tratti irriconoscibile. Tutto con l’incognita di una mobilitazione dei dipendenti capitolini per il nuovo contratto del lavoro che rischia di far staccare un biglietto di sola andata prima del previsto.

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