Sguardi smarriti alle fermate, donne che vanno avanti e indietro nervosamente, anziani che si riparano all’ombra delle pensiline: tutti in attesa di un autobus che, quando arriverà, probabilmente sarà già pieno. Eppure in giro non c’è traffico, la maggior parte degli uffici sono chiusi e i bambini sono tutti al mare. Roma vive il suo letargo estivo, ma nonostante ciò gli effetti della riorganizzazione operata da Atac negli ultimi tre mesi si fanno sentire, fra ritardi e polemiche. Da maggio ad oggi, in tre tranche, la municipalizzata, in collaborazione con l’Agenzia per la Mobilità, ha soppresso ben 23 linee bus e molte altre sono state modificate. Senza contare, in periferia, i tagli incontrollati del gestore privato Roma Tpl dopo la diminuzione delle risorse dal Campidoglio. A farne le spese sono i cittadini, che vedono il trasporto di superficie arrancare in agosto e sono preoccupati per ciò che potrebbe accadere a settembre. PARIOLI ISOLATO Il vecchio luogo comune secondo cui i pariolini non amano i mezzi pubblici è per lo meno anacronistico. E comunque non giustifica il taglio radicale delle linee di superficie in una zona ben lontana dalle metropolitane. L’esempio più concreto è quello di piazza Ungheria dove dal 21 luglio il bus 52 ha cambiato itinerario, diventando una sorta di circolare di quartiere, così come il 223 che effettua tutto un altro percorso. Così, per chi volesse recarsi in centro, l’unica alternativa al lentissimo tram 19 (che fa un giro piuttosto largo per arrivare alle porte del Vaticano) è il bus 53, che però non passa proprio spessissimo: restando in attesa alla fermata Liegi/Ungheria intorno alle 10 del mattino, abbiamo consultato la app per smartphone "Probus", che ci ha indicato il 53 distante 23 fermate e la bellezza di 32 minuti. PASTROCCHIO 542 Fra le varie difficoltà, c’è stato un caso in cui le proteste sono state così forti che l’Atac è dovuta tornare sui suoi passi nel giro di pochi giorni. In particolare sulla direttrice fra Centocelle e piazza Bologna, lungo via Fiorentini. Qui la linea 544 è stata modificata e spostata fra Annibaliano e Casilina. Il risultato è che dal 21 luglio il 542, che passava ogni 15 minuti, è diventato impraticabile, riempito soprattutto dalle persone che dovevano recarsi al vicino ospedale Pertini. Dopo nemmeno una settimana, complici anche le proteste della giunta del Municipio V, Atac ha "rimediato" varando la linea 542L, limitata da Centocelle all’ospedale, che ha ridotto il tempo di transito del bus a 7 minuti. CAOS PRENESTINA Si parla molto dei tagli di fine luglio, ma i cittadini che non hanno digerito quelli del 12 maggio. L’operazione messa in campo sulla rimessa Collatina, d’altronde, ha traumatizzato tutto il trasporto sulla direttrice Prenestina, con la soppressione del 312 e, soprattutto, del 112. Poco può fare il 313, che viaggia con una cadenza di 20 minuti e spesso si incastra nelle stradine del suo lunghissimo percorso, fra Romanisti, Tor Tre Teste e Centocelle; così come è infinito il percorso del naturale sostituto del 112, il 314, che non riesce a passare più di una volta ogni 25 minuti, visto che deve arrivare fino a Lunghezza, addentrandosi nei nuovi quartieri di Ponte di Nona. SMARRIMENTO A GREGORIO VII Da nord a sud, da est a ovest. Non si salva nessuno dalla scure dell’Atac. Nemmeno in zona Gregorio VII: prima la soppressione del 571, poi la limitazione a Battistini del 46 barrato. Il risultato è che tutto il carico diretto a piazza Venezia poggia sul 916, che però passa soltanto ogni 20 minuti ed è sempre pieno, anche in questi giorni. I TAGLI Ad oggi sono 23 le linee soppresse. A est 112, 312, 442, 491, 565, 330, 553, 440 e 449; a ovest 496, 925, 571 e 926; a sud 072 e 770; a nord 200D, 217 e 231 e nel centro 175, 121, 122, 140 e 291. Particolare la storia del 231, reclamato per anni dai residenti della zona Moschea abolito (a parte le corse scolastiche) dopo un anno. Previste nei prossimi mesi almeno altre due "razionalizzazioni", per abbassare i chilometri annui percorsi da 112 a 90 milioni e rientrare così nel budget aziendale.
L’Atac mette «a dieta» le linee bus. È caos
Tagliate diverse corse per risparmiare chilometri. Quartieri isolati e fermate affollate
