Roma Capitale

Tavolini all’aperto a Campo de’ Fiori il lodo Piazza Navona

Stop a verbali e chiusure di locali anche a Campo de’ Fiori. Il Campidoglio concederà una «tregua» ai proprietari degli esercizi che non si sono ancora adeguati al piano e non hanno richiesto le...

Stop a verbali e chiusure di locali anche a Campo de’ Fiori. Il Campidoglio concederà una «tregua» ai proprietari degli esercizi che non si sono ancora adeguati al piano e non hanno richiesto le nuove concessioni al Municipio, modello Piazza Navona, per intenderci. Di contro, gli imprenditori si impegnano, da subito, a togliere tavolini e sedie di troppo e avranno 45 giorni di tempo per richiedere i nuovi permessi. Dopo questa concessione l'assessore al commercio Marta Leonori dirà basta. Significa che nessun altro esercente del centro storico, che deve ancora adeguarsi ai piani di massima occupabilità, potrà chiedere sconti di pena o permessi speciali. Si apre il campo a nuovi ricorsi al Tar? È probabile, ma è un rischio che il Campidoglio non ha paura di correre. Un incontro privato tra Fabio Mina, presidente della Lupe-Roma, l’assessore Leonori, il «collega» al commercio, Iacopo Emiliani, ha sancito ieri sera l’accordo. Il protocollo si firmerà probabilmente oggi stesso. Mina si è presentato come portavoce degli esercenti sulla piazza e ha chiesto l’estensione del protocollo firmato con i ristoratori di Navona solo qualche giorno fa, anche per Campo. L’alternativa sarebbe stata l'analoga situazione che si è verificata a piazza Navona, con i vigili che hanno multato i locali che non si erano adeguati al piano e, vista la loro situazione di abusivi di fatto, i ristoranti chiusi. Anche gli esercenti di questa piazza esercitano nell’illegalità da diverso tempo. Soltanto un ristoratore sulla piazza ha indietreggiato i tavolini come richiesto dal piano, tutti gli altri si sono appellati al Tar che via via sta rigettando i ricorsi. «Non è una resa sui piani – tiene a precisare Fabio Mina, presidente Lupe – il confronto con l'amministrazione resta aperto e questo abbiamo voluto sottolinearlo ma adesso dovevamo salvaguardare i posti di lavoro e le attività dal rischio di chiusura, perciò siamo soddisfatti». Su questo protocollo, come su quello firmato con gli esercenti di piazza Navona, pende la diffida del Codacons che ha "minacciato" il Comune di ricorrere al Tar per aver stretto un accordo con gli esercenti senza aver aperto al confronto con i cittadini.

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