TIVOLI Non è proprio «aria» all'ospedale di Tivoli: dopo il guasto di oltre un mese all'impianto di condizionamento per 3 delle 5 sale operatorie, ora è andato in tilt tutto il sistema della climatizzazione del quinto piano del nosocomio. Tre motori si sono bruciati e la notte della caduta delle stelle ha visto schizzare in alto i termometri del reparto di Rianimazione, che ha dovuto trasferire in tutta fretta i 6 degenti nei vari ospedali romani. Chiuso anche l'intero blocco operatorio, tranne una sala, attrezzata con dei climatizzatori mobili per fronteggiare l'emergenza e consentire i soli interventi urgenti indifferibili. Al quinto piano, che fa parte dell'ala nuova del «San Giovanni evangelista», è rimasto aperto solo il reparto di Cardiologia, ma con le finestre obbligatoriamente aperte. «Perché lì si possono fortunatamente aprire, a differenza della Rianimazione e delle sale operatorie, di cui 3 su 5 avevano da oltre un mese già un problema, tuttora da risolvere, ai filtri per la sterilità dell'aria- dice Dimitri Cecchinelli della Cisl- Però al reparto di Ortopedia mancano gli infermieri: sono solo 8 complessivamente per 20 degenti. Ma, nonostante gli straordinari non pagati, le fasce e le pendenze contrattuali bloccate da anni, il personale s'è prodigato come sempre, con un grosso sacrificio per eseguire tutti i trasferimenti in breve tempo». I tecnici sono al lavoro per risolvere il problema all'impianto di condizionamento che, seppur limitato al solo quinto piano, manda in affanno l'intero, ed unico, Dipartimento di emergenza ed accettazione dell'Asl Rm G. Già in crisi d'ossigeno, peraltro, per la carenza di posti: dei circa 300 letti autorizzati ne sono disponibili solo 200. Ma l'intera Asl Rm G lamenta la «continua diminuzione dei posti letto attivi. Attualmente, infatti, l'Azienda nel suo complesso ha a disposizione 470 posti letto, rispetto ai 1431 necessari e stimati sulla base del fabbisogno della propria popolazione. Questa grave carenza produce di fatto il trasferimento obbligato del paziente in altri ospedali. Lo stesso vale per gli accessi di pronto soccorso». Ed altri 80 letti per acuti dovrebbe complessivamente perderli con il decreto di riorganizzazione degli ospedali di Monterotondo e Subiaco atteso per il 25 settembre prossimo. Ma, sempre «per l'autunno prossimo», è annunciata la riapertura dell'Emodinamica di Tivoli, chiusa da 15 mesi, e l'attivazione, dopo 4 anni, del Progetto Ictus «costato 400 mila euro e non 2 milioni e mezzo» come precedentemente dichiarato nel 2013.
Climatizzatori in tilt Chiuse le sale operatorie
Trasferiti a Roma i malati del reparto rianimazione