Roma Capitale

Il prefetto Carpino: «Rifiuti, le risorse ci sono. Ora tocca ai sindaci»

Quindici milioni per la differenziata. Un ecodistretto di Roma nell’hinterland? Scelta politica

Da 10 mesi è il commissario straordinario della Provincia di Roma. Riccardo Carpino, prefetto, da 23 anni svolge ruoli amministrativi negli enti locali. Prefetto Carpino, quando lo scorso ottobre ha assunto questo ruolo che situazione ha trovato? «Una macchina che cammina, efficiente, con una quota annuale di avanzo. No, non aver trovato una situazione difficile. Sono dovuto intervenire su alcune questioni perché abbiamo dei tagli da fare. Ho spinto per la chiusura di una società partecipata, l’ASP, che aveva già avviato il precedente commissario. Siamo anche usciti da Film Commission e da Alta Roma, stiamo riducendo in generale i contributi e stiamo facendo la stazione unica appaltante che consentirà risparmi notevoli. Gli strumenti ci sono, ad esempio la riduzione del 15% dei canoni per i fitti passivi. Questa norma ci ha consentito di fare economia sia sulle scuole sia sugli uffici. A oggi complessivamente siamo arrivati a tagli di oltre 5 milioni, sfruttando tutte le norme a disposizione». Quella dei tagli è l’unica ricetta possibile per rilanciare l’economia? «Il taglio è anche l'occasione per un amministratore di occuparsi di una determinata questione. Ad esempio, se le associazioni accettassero una riduzione di contributi per il 2015, avrò ottenuto un risparmio complessivo di soli 100 mila euro ma è importante ragionare in termini virtuosi. Il mondo è cambiato, tagliare significa anche efficientare». Di quanto sono diminuite le risorse del governo? «Si tratta di tagli vecchi e nuovi. Quelli vecchi ammontano a oltre 70 milioni, quelli nuovi tra i 20 e i 30 milioni. Sono tagli di spesa corrente, quindi stiamo facendo è quello di razionalizzare al massimo». Non avere un ruolo politico l’ha aiutata in questo compito? «Sono un tecnico, non un politico, è un ruolo diverso». Obiettivi raggiunti e mancati? «È ancora presto per fare un bilancio,oltre ad aver tagliato e razionalizzato, abbiamo fatto il regolamento sul trasporto pubblico, il piano neve, investito su scuole e viabilità e instaurato un rapporto con i piccoli Comuni che poi sono il motivo per cui esiste la Provincia». Quindi la Provincia secondo lei ha ancora una sua utilità? «La Provincia, anche con la riforma Delrio, non viene chiusa, si trasforma, diventa un’altra cosa, ma l’area vasta esiste sempre». Come cambierà la Provincia il prossimo ottobre con la creazione del Consiglio Metropolitano? «Ci sarà una disciplina nuova a livello di competenze e alla fine partirà la Città metropolitana che era scritta nella legge 142 del 1990. Ci sono voluti 24 anni ma ci siamo arrivati, molti erano convinti che non sarebbe mai partita. È un bel risultato». Il presidente della Coldiretti Roma e Lazio, David Granieri, l’ha accusata di immobilismo soprattutto in riferimento al settore agricolo. Cosa replica? «Non mi pare proprio che siamo stati immobili. Tra viabilità e scuole abbiamo fatto gare, già chiuse, per 18,7 milioni. Faremo ulteriori gare, utilizzando i ribassi d’asta, per 9 milioni sulla viabilità e per 3 milioni sull’edilizia scolastica. Per quanto riguarda l’agricoltura stiamo preparando il bando per le strade rurali». Un argomento delicato è quello dei rifiuti. Tra le ipotesi del Campidoglio c’è quella di fare uno dei quattro ecodistretti in Provincia. È d’accordo? «Queste sono scelte assolutamente politiche. La nomina di un commissario mi sembra che non sia più all’ordine del giorno. È un fatto importante perché si esce fuori dall’idea che c’è il commissario che risolve tutto e si fa un altro ragionamento: sono i soggetti ordinari che devono fronteggiare il problema». Cosa sta facendo la Provincia nel settore rifiuti? «Sui rifiuti la Provincia non è stata ferma, noi siamo destinatari di un importo di 10 milioni che provengono dalla Regione, ai quali abbiamo aggiunto altri 5 milioni per potenziare la differenziata che è l’obiettivo primario. Abbiamo aiutato i Comuni con risorse e supporto tecnico prevedendo un contributo anche per il secondo anno di differenziata. I Comuni che non sono partiti non è detto che avranno il contributo. Io non posso tenere bloccati dei soldi per sempre. La palla adesso sta in mano ai sindaci che devono far partire la differenziata».

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