Roma Capitale

Agenzia delle entrate, funzionario in manette

Dopo i due ispettori beccati a prendere mazzette, un altro agente fiscale finisce nei guai con un commercialista: estorcevano denaro a un ristoratore

Neanche il tempo di metabolizzare i due arresti della settimana scorsa che, venerdì, un altro funzionario dell’Agenzia delle entrate è finito nella rete tesa dagli uomini del reparto tutela dei mercati della guardia di finanza. E se nel caso precedente a finire in galera erano stati due ispettori beccati a chiedere mazzette per uno sconto sul verbale redatto dopo un’ispezione, questa volta, oltre al funzionario pubblico, è finito agli arresti anche il commercialista del ristoratore a cui era stata chiesta la bustarella: il professionista, secondo gli investigatori, si era messo d’accordo con il complice per estorcere 12 mila euro al malcapitato imprenditore. Una storia che sta diventando pericolosamente comune quella della concussione per evitare multe salatissime e che, come nel caso precedente, si è risolta solo grazie alla coraggiosa denuncia dell’imprenditore che anziché pagare quanto richiesto, semplicemente, si è recato in caserma denunciando tutto. E così, dalla denuncia gli uomini delle fiamme gialle sono riusciti ad escogitare un piano ingegnoso per prendere i due presunti concussori con le mani nel sacco. Secondo quanto emerso dall’indagine – su cui gli inquirenti mantengono un riserbo assoluto – il ristoratore che gestisce un locale a Prati, sarebbe stato avvisato dal proprio commercialista di una imminente «visita» dell’Agenzia delle entrate. Lo stesso commercialista avrebbe poi riferito al proprio cliente che con una bustarella da consegnare agli ispettori tramite lui, il verbale redatto sarebbe potuto essere ridotto. Dopo pochi giorni dall’annuncio fatto dal commercialista in effetti due ispettori dell’Agenzia si sono recati nel locale di proprietà del denunciante e, dopo i controlli fiscali del caso, gli stessi hanno redatto un verbale che sfiora i 260 mila euro: una somma enorme che però poteva essere «aggiustata» con un regalino da 12 mila euro. Ricevuta la proposta, il commerciante non si è perso d’animo e ha raccontato tutto agli investigatori che hanno così messo in piedi il tranello: le banconote finite nelle mani dell’ispettore infatti erano state precedentemente fotocopiate. E così, grazie alle fotocopie del denaro, i finanzieri sono riusciti a incastrare i due presunti concussori trovati con i soldi in mano mentre erano in procinto di partire per le vacanze estive. Una brutta storia, l’ennesima in questa strana estate romana, finita bene solo grazie al coraggio di un imprenditore che ha preferito denunciare piuttosto che piegarsi ai desiderata dei propri aguzzini. Una storia che ricalca quella del «metodo Costantini» di pochi giorni addietro e che potrebbe allargarsi visto che al vaglio degli inquirenti ci sarebbero diversi documenti trovati durante le perquisizioni domiciliari e che potrebbero fare venire alla luce vicende analoghe.

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