Roma Capitale

Il balletto dei numeri nelle buste paga

Proclamato lo stato di agitazione dei sindacati capitolini sul salario accessorio: «Stipendi dimezzati». La replica del Campidoglio: «Sono falsi allarmismi»

Proclamato lo stato di agitazione dei 24 mila dipendenti capitolini, in attesa dell’incontro con il sindaco Marino fissato per il 5 settembre. Un Ferragosto rovente dunque per una trattativa sindacale sul nuovo contratto di lavoro del Personale che riprende tutta in salita, considerato che la delibera che ridefinisce tempi e indennità delle prestazioni di migliaia di dipendenti (e dunque dei servizi alla cittadinanza) è stata approvata dalla giunta senza la firma delle parti sociali. Un atto unilaterale finito nel mirino di Cigl, Cisl, Uil, Csa e che ieri con i segretari e responsabili regionali, Di Cola, Chierchia, Bernardini, Moscia e Cosentino, hanno di fatto dichiarato "guerra". Tabelle alla mano, i sindacati hanno infatti dimostrato come lo schema proposto (anzi attuato) dal Campidoglio a parità di prestazioni rese potrebbe portare fino al dimezzamento dei compensi ora percepiti. «Ad esempio, un impiegato amministrativo di livello medio - riferisce la nota dei sindacati - potrebbe vedersi attribuiti compensi annui di 780 euro contro i 1550 attuali». Ma non è tutto. «Basando tutto sulla presenza - spiega Giancarlo Cosentino (Cisl Fp) - non si fanno più distinzioni sulle assenze ad esempio per malattia come un’influenza e malattia a seguito di infortunio o aggressione, o per danni causati dal lavoro stesso, come nel caso dei vigili urbani». Tra i nodi più complessi ancora tutti da sciogliere quelli della Polizia locale per la quale il sindaco ha detto che «non deve avere una indennita extra per lavoro semi-notturno dalle 16 del pomeriggio. Non credo sia giusto», a quello della scuola dove la nuova modulazione porterà il rapporto alunno/maestra da 6 a uno a 10 a uno. Su questo l’assessore Cattoi ha annunciato la convocazione di un tavolo per il 26 agosto. E se Marino tiene il punto ma apre al dialogo: «Credo che un sindaco possa svolgere il suo ruolo in due modi: cercare il consenso spicciolo oppure decidere per un contratto diverso. Alcuni giorni fa ho deciso di firmare un contratto dove le persone guadagneranno sulla base di tutto l’impegno che ci metteranno. Se una persona farà meglio dovrà guadagnare di più. Io la penso così»; è il suo vice con delega al Personale, Luigi Nieri a rendere «pan per focaccia», fornendo una dettagliata simulazione sulla nuova modulazione dei salari accessori, a conferma che «non ci sarà nessun taglio degli stipendi. Riportiamo soltanto un esempio: personale addetto ai servizi demografici municipali e dipartimentali oggi percepisce l'indennità di sportello, (100 ore di front office al mese, pari a 200 euro; indennità di responsabilità di 30 euro; di articolazione oraria: 112 euro; videoterminale 25 euro; maneggio valori 0,52 euro al giorno (circa 10 euro al mese) per un salario accessorio pari a 377 euro. Il nuovo contratto decentrato prevede l’istituto della turnazione, che vale 185 euro; un’indennità di specifica responsabilità, 30 euro, di disagio 30 euro, di maneggio valori (0,52/giorno: 10 euro/ mese) e la produttività di sistema pari a 118 euro mensili, nel caso in cui il dipendente assicuri una presenza in servizio superiore al 50% e una valutazione adeguata (la somma è divisa in una quota A da percepire mensilmente nella misura del 60% e una quota B a consuntivo, previa valutazione, nella misura del 40%). Al totale di 373 euro delle precedenti voci, va aggiunta la produttività finalizzata, che determinerà un salario accessorio di circa 430 euro. Guerra di numeri, guerra dei deboli. In mezzo migliaia di famiglie che non comprendono cosa davvero accadrà dal primo dicembre (entrata in vigore del nuovo contratto).

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