Roma Capitale

Dopo una notte di sesso accoltella il compagno

La donna, incensurata, arrestata per tentato omicidio

ZAGAROLO Notte di sesso, droga, alcol e lunghi coltelli per una coppia di 40enni di Zagarolo: lui è finito in prognosi riservata e lei in carcere. Ma, a chiamare i carabinieri per dare l'allarme ed auto-denunciarsi, è stata proprio la convivente che, in uno sprazzo di precaria e ritrovata lucidità, ha preso il telefono e, tra le lacrime, ha chiesto aiuto. Come aveva cercato invano di fare il suo uomo, tentando di recuperare con l'abbraccio del perdono quella banale discussione finita alle mani e ai coltelli. Ma, invece del disarmo, quel suo abbraccio ha finito però per prestare il fianco alla furia della compagna, che ha lavorato fino a poco tempo fa come cameriera in una pizzeria e i coltelli che tagliano li sa usare. Così gli ha inferto cinque colpi a ripetizione, infilzandolo alle spalle, al costato ed, infine, al torace, provocandogli gravi ferite e la perforazione di un polmone. L'uomo, un carrozziere con diversi precedenti penali, è caracollato a terra, in una pozza di sangue, la cui visione ha finito per scuotere dall'intorpidimento anche la compagna. La donna poi si è subito chiusa in un mutismo e, dopo l'arrivo dei carabinieri, è crollata in un lungo sonno, anche per effetto del pesante mix a base di cocaina, cannabinoidi e alcolici riscontrato dagli esiti delle analisi. Uguali a quelli dell'uomo, che però ha anche le profonde ferite da dover recuperare. Si è salvato solo per una questione di centimetri: i colpi hanno sfiorato di poco gli organi vitali. È ancora in prognosi riservata, ma il suo quadro clinico, stabilizzato dai medici dell'ospedale «Coniugi Bernardini» di Palestrina, non lo espone al pericolo di vita. Però resta intubato e, con la maschera dell'ossigeno, è stato difficile per i militari del capitano Arcangelo Maiello riuscire a capire le sue parole per cercare di ricostruire l'esatta dinamica della colluttazione. Anche perché non ci sono testimoni: i due vivono in un casolare tra le campagne che circondano Zagarolo. Ed il totale caos rinvenuto dai militari all'interno dell'abitazione non è certo stato d'aiuto alle indagini. Come il silenzio in cui s'è chiusa subito la donna, incensurata e, da poco tempo, anche disoccupata, che i carabinieri sono riusciti a svegliare solo per prenderle le impronte digitali. Solo dopo aver raccolto, però, i sufficienti e gravi indizi di colpevolezza contro di lei, i militari l'hanno trasferita al carcere di Rebibbia con l'accusa di tentato omicidio. Facendo scendere definitivamente il buio su quella notte iniziata a base di sesso, droga, alcol e lunghi coltelli.

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