Roma Capitale

Acqua non potabile, inchiesta della Procura

CIVITAVECCHIA Un’indagine per capire quali sono effettivamente le cause che hanno portato ad emettere l’ordinanza di non potabilità dell’acqua su tutto il territorio comunale, per evitare il...

CIVITAVECCHIA Un’indagine per capire quali sono effettivamente le cause che hanno portato ad emettere l’ordinanza di non potabilità dell’acqua su tutto il territorio comunale, per evitare il ripetersi dell’emergenza. È quella avviata dalla Procura della Repubblica all’indomani dei primi campionamenti sulle risorse idriche locali. Asl RmF, Arpa Lazio e carabinieri del Noe si occuperanno delle analisi e delle verifiche, i cui risultati saranno consegnati direttamente al procuratore capo Gianfranco Amendola. Intanto il ritardo col quale il Laboratorio ha prodotto le risposte al Comune è oggetto di valutazione per la tempestiva sostituzione da parte proprio dell’amministrazione comunale. «Risulta infatti incomprensibile – hanno spiegato i Cinque Stelle - il ritardo di una settimana col quale le analisi, già pronte il 24 luglio, sono state trasmesse al Comune». Comune che vuole chiarimenti anche dalla Asl RmF. «Aldilà della non potabilità – hanno infatti chiarito – la azienda sanitaria ha al riguardo chiarito che l'acqua della rete idrica fosse utilizzabile per l'igiene personale, con l'eccezione di bocca e denti, e per la cottura dei cibi dopo bollitura. Risulta pertanto difficile comprendere la decisione del direttore sanitario del San Paolo Antonio Carbone di far vuotare i serbatoi idrici dell'ospedale, anziché limitarsi ad emanare a sua volta una ordinanza di non potabilità. Tale decisione ha creato una vera emergenza idrica in ospedale, che ha richiesto tra sabato e domenica il trasporto di oltre 120 metri cubi d'acqua attraverso le autobotti, distratte da altri servizi e con costi a carico della comunità». L'Amministrazione chiede pertanto alla Asl se tale provvedimento sia stato deciso nel contesto di una procedura aziendale codificata o se sia stato frutto dell'iniziativa personale del direttore Carbone. «Secondo aspetto preoccupante – hanno aggiunto dal Pincio - è poi lo strabiliante consumo idrico che l'ospedale ha mostrato nel fine settimana: 120 mila litri d'acqua per soli 180 posti letto, in due giorni nei quali gli ambulatori sono chiusi ed il personale ridotto. 120 mila litri dei quali già lunedì mattina rimaneva ben poco. Ipotizzare un improbabile consumo di circa 350 litri d'acqua al giorno, per pazienti tra l'altro allettati, espone ad una doverosa riflessione sull'efficienza dell'impianto idrico dell'ospedale, a seguito della quale l'amministrazione comunale ha deciso di monitorare stabilmente da oggi i consumi delle grandi utenze cittadine, per assumere i provvedimenti del caso».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.