Roma Capitale

Monterotondo e Bracciano Dimezzati i posti letto

La Regione pubblica il decreto che declassa gli ospedali

Da ospedali sede di Pronto soccorso a «presidi di area disagiata». Che perderanno la metà degli attuali letti per acuti e i reparti di degenza, ad eccezione di Medicina (con 20 posti ciascuno) e «una chirurgia elettiva ridotta che effettua interventi in Day surgery o eventualmente in Week Surgery con la possibilità di appoggio nei letti di medicina per i casi che non possono essere dimessi in giornata». Così diventeranno i nuovi «presidi ospedalieri di base» di Bracciano, Monterotondo e Subiaco secondo i piani operativi 2013-15 recepiti dal decreto 247. Il quale dispone anche, per il settembre 2016, «l'apertura del nuovo Ospedale dei Castelli con circa 300 letti, che andrà a sostituire i Riuniti di Albano e Genzano e lo Spolverini di Ariccia». Per la riorganizzazione di Bracciano, Monterotondo e Subiaco, invece, «anche in previsione di un rafforzamento dell'offerta di emergenza territoriale nelle 3 aree, viene avviato un monitoraggio dell'attività finalizzato ad una riconsiderazione della loro funzione entro il 31 dicembre 2015». Per ora avranno «risposta all'emergenza assicurata h24 da medici del Dea di I livello (Civitavecchia per Bracciano e Tivoli per gli altri 2), posti di Osservazione Breve Intensiva, presenza h24 del mezzo di soccorso medicalizzato, elisuperficie, laboratorio analisi per l'emergenza, servizio di teleconsulenza per la radiologia. L'attività di ricovero viene garantita con posti letto medicina generale, di chirurgia e di Day Surgery come dall'emanando regolamento (punto 9.2.2) della Legge 135/2012». Ma il sindaco di Bracciano si richiama ad un'altra norma ed è pronto a tornare al Tar, dopo la vittoria al Consiglio di Stato contro la riconversione tentata dal decreto 80 del 2010. «La legge del 1992 stabilisce che, per il Pronto Soccorso, è necessaria la presenza di Medicina, Chirurgia e Ortopedia ed i relativi letti. Anche il Quirinale, rispondendo al nostro appello, ha scritto che "le scelte della Regione debbono rispettare le norme e i relativi parametri individuati" da quella norma. Siamo pronti a tornare al Tar- dice Giuliano Sala- ma aspettiamo il prossimo decreto». Che uscirà il 25 settembre: «solo allora capiremo se la chirurgia sarà un reparto, come vogliamo, o no- aggiunge Mauro Alessandri, sindaco di Monterotondo- ma siamo pronti al ricorso perché non soddisfatti». Delusi anche a Subiaco: «Zingaretti aveva annunciato il salvataggio dell'ospedale dai tagli, inferti ora al 60% dei letti per acuti», conclude Antonio Lollobrigida del Tribunale del malato.

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