Roma Capitale

Salario accessorio, la protesta non va in ferie

La protesta sulla modifica del contratto decentrato e del salario accessorio dei circa 24mila dipendenti capitolini, votato dalla giunta senza la firma (e tantomento l’accordo) delle parti sociali,...

La protesta sulla modifica del contratto decentrato e del salario accessorio dei circa 24mila dipendenti capitolini, votato dalla giunta senza la firma (e tantomento l’accordo) delle parti sociali, non va in ferie. Ieri una lunga, e durissima, nota della Cgil ha il sapore dell’ultimatum. Si chiede un incontro con il sindaco Marino, l’ultima ciambella prima della paralisi totale dei servizi che i sindacati in sciopero - o anche solo in mobilitazione - hanno ben mostrato di saper fare. Come accaduto, appunto, nel marzo scorso. «Con il passare delle ore diventa sempre più forte la nostra convinzione che forse il sindaco Marino parla avendo letto un contratto diverso da quello su cui ci siamo confrontati nelle ultime settimane - tuona il segretario Fp Cgil, Natale Di Cola - buon senso vorrebbe che gli annunci vengano supportate da atti concreti. Ancora una volta dobbiamo constatare come nelle parole del sindaco non si intraveda nessuna ricetta credibile per migliorare i servizi ai cittadini, ma piuttosto come scaricare le responsabilità della situazione in cui ci troviamo sulle spalle dei più deboli. Il sindaco Marino convochi i rappresentanti dei lavoratori. Avrebbe così la possibilità di ascoltare e capire quali siano i problemi presenti nel testo che ha appena varato. Vorremmo spiegare ad esempio come con la ricetta proposta sul settore scolastico si rischia la paralisi dell’avvio dell’anno scolastico e come sul quel settore non si debba intervenire sui costi del personale ma sugli altri costi di gestione ed anche sulle ulteriori opportunità di entrate, al di là delle tariffe per le famiglie. Gli suggeriremo - conclude la Cgil - come invece di licenziare le supplenti si possa, come chiediamo da oltre un anno, rivedere il sistema delle supplenze eliminando sprechi e ingiustizie». Un braccio di ferro serrato quello tra un’amministrazione «costretta» a cambiare le regole da una normativa nazionale e i sindacati. A fronte dei servizi resi alla cittadinanza e alla busta paga dei dipendenti che rischia di diventare più leggera, non è detto che tra i due, alla fine, ci sia un vincitore. Domani, intanto il sindaco andrà al ministero dell’Economia per una valutazione finale del piano di rientro del Salva Roma. «Da colloqui che ho avuto negli ultimi giorni con Graziano Delrio - ha detto Marino - c’è l’intenzione di arrivare prima di Ferragosto a una valutazione definitiva del piano di rientro». E le ferie si allontanano sempre di più.

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