«La scelta di Marino è irresponsabile e inaccettabile». Così Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Csa e Diccap, annunciano in una nota lo stato di agitazione contro «la modifica unilaterale del contratto decentrato del lavoro votato dalla giunta capitolina» venerdì. Una scelta «irresponsabile e inaccettabile, in primo luogo perché fa carta straccia di accordi sottoscritti, scavalcando gli stessi lavoratori che dice di voler tutelare. In secondo luogo perché mette a rischio il salario di produttività dei dipendenti e la tenuta dei servizi di Roma Capitale - spiegano Natale Di Cola, Roberto Chierchia, Sandro Bernardini, Franco Moscia e Romolo Bonarota, segretari generali delle cinque sigle, e il coordinatore RSU Roma Capitale Giancarlo Cosentino - abbiamo già proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale e metteremo in campo ogni azione possibile per difendere lavoratori e cittadini. Nessun contratto si fa senza i lavoratori. E non permetteremo che a nessuno sia tolto un solo euro dalla busta paga. Se il sindaco e la giunta pensano di risolvere i loro problemi tagliando gli stipendi, mandando a casa i precari e paralizzando i servizi, si sbagliano di grosso. Pensi piuttosto a rimettere i soldi regalati in consulenze, in appalti e in incarichi agli amici. Su questo daremo battaglia». Il clima in Campidoglio è tornato rovente allo scadere della proroga concessa da Palazzo Chigi per l’erogazione del salario accessorio, il 31 luglio. La delibera varata dalla giunta all’indomani dell’approvazione del Bilancio 2014, costituisce di fatto un’ulteriore proroga. Il nuovo contratto di lavoro presentato dal vicesindaco con delega al Personale, Luigi Nieri, è stato sì approvato dalla giunta ma con la clausola che il salario accessorio continui ad essere corrisposto in busta paga fino all’entrata il regime della nuova organizzazione del lavoro. Quest’ultima, che riguarda circa 24 mila dipendenti comunali, si basa sulla produttività e non più sull’erogazione a pioggia dell’indennità aggiuntiva. Una somma, è bene ricordare, di circa 250 euro di media che su stipendi di mille, 1.200 euro al mese significano se non tutto, sicuramente molto in termini di vivibilità. E se le cinque sigle sindacali della Funzione pubblica alzano la voce, non è da meno l’Ospol dei vigili urbani che potrebbero arrivare allo sciopero già a settembre. «Nel momento della riapertura delle attività commerciali e delle Scuole, elementari e Medie, scatta la tenaglia economica del Campidoglio sullo stipendio degli agenti e ufficiali della Polizia Locale. Senza riflettere, l’amministrazione, non ha distinto il difficile lavoro del vigile urbano da quello degli impiegati comunali - sottolinea una nota dell’Ospol - entro la prossima settimana l’Ospol inoltrerà un dettagliato esposto-denuncia alla Procura contro l’amministrazione e il Comando Generale del Corpo Polizia Locale per inadempimenti inerenti la sicurezza sul lavoro. Proclamato lo stato d’agitazione dal 15 settembre inizieranno assemblee in tutti i Comandi con il blocco dei servizi ritenuti, per legge, pericolosi e quelli di ordine e sicurezza pubblica che sono riservati, in modo esclusivo, alle Polizie di Stato». Un autunno rovente dunque, in un clima di tensione tutto da gestire. L’aggressione al segretario generale del Campidoglio Liborio Iudicello dell’altra sera è stata condannata da tutte le parti, politiche e sociali. Una strada da scongiurare.
La minaccia dei sindacati: sarà un autunno nero
Cinque sigle in stato di agitazione. L’Ospol dei vigili indice assemblee il 15 settembre
