Roma Capitale

Tridente pedonale, Piazza di Spagna insorge

Commercianti contro il sondaggio di Confcommercio: vogliono dirottare i turisti nelle vie commerciali

«I Fori stanno morendo e ora vogliono far morire anche Piazza di Spagna». Non c’è solo il censimento di Confcommercio, che promuove con il 70 per cento di consensi la pedonalizzazione progressiva del Tridente. La voce fuori dal coro arriva proprio dai commercianti dell’associazione di Piazza di Spagna, i primi a sperimentare, dopodomani, lo stop a motorini e auto, nella piazza ai piedi di Trinità dei Monti, dove non potranno più circolare neanche quelle condotte dai possessori di permessi ztl e Ncc. E anche i taxi cambieranno parcheggio, concentrandosi nelle vie adiacenti piazza Mignanelli e via San Sebastianello. Via libera invece per i veicoli elettrici pubblici e privati, e ai veicoli per lo scarico merci fino alle 11 del mattino. «Senza più servizi ci vogliono far morire» è la previsione nera di David Sermoneta, consigliere del’associazione Piazza di Spagna e titolare di Alexander, storico negozio che dal 1966 affaccia nella piazza simbolo di Roma nel mondo. La conseguenza della pedonalizzazione darà manforte al «suk» che già esiste «con ambulanti che si sono spartiti la zona - spiega - i senegalesi con borse griffate taroccate all’angolo tra via Frattina e via Mario de’ Fiori dove fu tentato lo stupro di una commessa e i venditori di fischietti che inquinano l’acustica della storica piazza». Insomma, i primi ad assaggiare la novità smentiscono i pronostici favoreli espressi nel sondaggio di Confcommercio. «Non siamo rappresentati - dice Sermoneta - neanche da Confserecenti, pensano di dirottare i turisti dal cuore di Roma a Cola di Rienzo, Appia o viale Marconi, con quale attrattiva questo è tutto da vedere». A chi giova l’iniziativa che avrebbe avuto un confronto «solo di facciata» per negozianti e associati di Piazza di Spagna? È questo l’interrogativo che si pone l’associazione sull’iniziativa annusata come foriera di tristi novità. La previsione: nel suk già esistente la microcriminalità prenderà più pelo. «Gli ambulanti abusivi non emettono uno scontrino, vendono merce pericolosa, non hanno autorizzazioni ma sono sempre lì». Morale: «Vogliono rialzare l’Italia e invece l’affossano» è stata la risposta alla domanda se si dichiaravano «felici» o «scontenti» dei programmi in corso. «Impoveriscono il servizio, e fanno male anche a noi, perché dai pulmini degli Ncc scendono 10-12 turisti a volta. E poi chi andrà a prendere i turisti dagli hotel della zona quando pioverà?» «Sgarbo» a piazza di Spagna o «incapacità»? Per i tassisti sulla piazza, la risposta è la seconda. «Fanno le cose dalla scrivania, ma dovrebbero venire sulla strada» dice Bruno Bartucca. «Stanno facendo del tutto per non far lavorare i romani» gli fa eco un collega, Stefano Massullo. Sul suo taxi ha pure messo uno striscione. «Roma capitale ... dell’abusivismo!!!» con tre punti esclamativi. In piena sintonia con i commercianti della zona, e gli albergatori, che ieri pomeriggio hanno trovato nei tassisti della zona gli avvocati difensori. Più felici all’Hotel de Russie. Mostrano i segni rossi sull’asfalto di via del Babuino. «Vede - spiegano - allargheranno i marciapiedi». E «pazienza» se un albergo così stellare non può avere una pensilina quando piove. Restano in finestra i commercianti di via Ripetta. «Di certo però chi verrà a piedi porterà via una bottiglia di vino in meno» dice Francesco Buccone, titolare dell’omonima enoteca. Cauti anche a Euro Village «Stiamo a vedere» dicono Giovanni e Macario De Masi, figlio e padre, titolari del bazar.

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