Roma Capitale

Come ai tempi che furono La spuma torna nei bar ed è già un successone

È stata, fino agli anni ’70, una delle bevande frizzanti più celebri. Poi è quasi totalmente scomparsa per colpa, più che altro, dei costi di riconversione dei macchinari che imbottigliavano in...

È stata, fino agli anni ’70, una delle bevande frizzanti più celebri. Poi è quasi totalmente scomparsa per colpa, più che altro, dei costi di riconversione dei macchinari che imbottigliavano in vetro. Oggi è tornata nei bar e pub capitolini. A tutto gas. Parliamo della mitica Spuma, la stessa che Elio e Le storie tese ha celebrato nelle sue canzoni. Chinotto, radice di rabarbaro e infuso di scorza d’arancia i suoi ingredienti-base. Ebbene sì, alcune aziende italiane sono tornate a produrla. A partire dalla Moretti (la birra nota non c’entra nulla), uno dei principali distributori di bevande in quel della Capitale, che per anni ha sfornato soft drink. La famiglia di imprenditori ha deciso di puntare non solo sul commercio all’ingrosso, riproponendo così le nostalgiche bollicine, affidandosi ad una piccola ditta maceratese di stampo tradizionale, tra le poche rimaste nello Stivale, per la produzione di tipo industriale. Oltre 3.000 le bottigliette in stile old fashion che sono sbarcate nei locali romani. Insomma, ora anche il gusto si fa vintage. Sembra proprio che il richiamo al passato stia diventando una moda da Dolce Vita un po’ in tutti i campi, dalla moda all’enogastronomia. Se ne scorge il sapore perfino nei lounge bar dei quartieri più in della movida: da Trastevere, Campo de’ Fiori e Testaccio fino a San Lorenzo e Ponte Milvio. Un po’ come la Cedrata, rigorosamente Tassoni, di un tempo, passata alla storia come un cult, «animata» da una diva della canzone quale Mina in veste di testimonial. E chissà se anche la nuova Spuma avrà qualche vip (idoneo/a) d’eccezione di supporto, in grado di addossarsi l’onere del rilancio in salsa contemporanea fra la gioventù e non de’noantri. Proprio come recita lo slogan coniato “ad arte” dalla Moretti. Proprio «Come una volta».

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