Roma Capitale

Civitavecchia vuole i container di New York

La darsena verrà ampliata per accoglierne un milione. Arriveranno anche da Detroit

CIVITAVECCHIA Inizia a stare stretto al porto di Civitavecchia il primato del traffico passeggeri. La corona di regina del Mediterraneo per le crociere, quattro milioni e mezzo l’anno di viaggiatori, i successi per le Autostrade del Mare, risultato di anni di lavoro: Civitavecchia è questo agli occhi del Governo e non solo. Ma ora l’Autorità Portuale ha un obiettivo in più: quello di conquistare la leadership anche nel traffico delle merci. E rientra in questo ambizioso progetto l’approvazione ( avvenuta nei giorni scorsi nel comitato portuale), l’adeguamento tecnico funzionale propedeutico alla realizzazione del nuovo terminal container della darsena «energetico grandi masse. Una procedura amministrativa che consentirà di salire al Consiglio superiore dei Lavori Pubblici la cui approvazione arriverà molto probabilmente entro il 30 settembre. Un investimento privato, con la Compagnia Porto Civitavecchia, formata da Gavio, Enel e Unicredit, che permetterà di raggiungere un traffico da 1.200.000 teus. Una grande ambizione per il porto laziale, oggi con il piccolo terminal da 60 mila teus, che vuole così farsi strada anche in questo settore. L’occasione per annunciare il via libera all’opera è stata la visita, ieri pomeriggio all’Interporto, del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini che ha sottolineato come «questa area rappresenta un nodo logistico importante per l’Italia». «Nel decreto Sblocca Italia, che verrà esaminato dal consiglio dei ministri domani (oggi ndr) al massimo a fine agosto - ha annunciato - vi sono contenuti strategici che ricadranno su questo territorio, che rappresenta un grande polo logistico: l’aeroporto di Fiumicino, la Tirrenica e un’Autorità Portuale confermata tra le 15 indicate con la riforma delle Authority». Sono state infatti scelte le 14 autorità portuali, che fanno parte del «core network», il nucleo della rete. Civitavecchia è andata in deroga, perché rappresenta il porto dell’area metropolitana e, di conseguenza, è stata inserita anch’essa nel core network. «Entro fine anno avremo tante novità importanti - ha aggiunto il presidente dell’Authority Pasqualino Monti - Il nuovo terminal container darà respiro all’occupazione e al ricollocamento di quanti hanno perso il lavoro. In quest’ottica rientra poi l’accordo chiuso con l’area portuale di New York, New Jersey, Detroit e Baltimora, non solo per nuovi traffici auto, ma anche container. Ad ottobre, poi, parte l’importante traffico di autovetture, con l’Authority fortemente interessata anche al retroporto, perché si sta realizzando un’occasione straordinaria con un importante interlocutore internazionale». E proprio sul retroporto si è puntato ieri, facendo un punto sulla situazione dell’Interporto. «Oggi è una cattedrale nel deserto - ha spiegato il nuovo amministratore delegato di Icpl Franco De Angelis - L’obiettivo è svilupparne tutte le potenzialità». E per farlo servono le giuste sinergie con le istituzioni: Comune, Autorità Portuale e Governo. «Oggi fatichiamo a pagare le 44 persone impiegate - ha aggiunto De Angelis - ma potenzialmente ne possiamo impiegare 150, oltre ovviamente all’indotto. Questo è il nostro obiettivo. Abbiamo già raggiunto diversi risultati e ampliato le nostre attività, ma di strada da fare ce n’è ancora tanta. Abbiamo nuove prospettive, nuovi accordi, progetti portati all’attenzione di realtà nazionali e internazionali: con le sinergie giuste possiamo andare avanti. Perché è un peccato non ottimizzare il potenziale». Sia il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino che il presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti hanno garantito la propria disponibilità. Un consiglio a tutti lo ha dato Nencini. «Fate in fretta - ha spiegato - perché gli altri porti del Mediterraneo non stanno a guardare e aggrediscono i mercati».

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