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Approvato il nuovo piano. Addio a cartellone selvaggio

Decoro urbano, corretta rendita derivante dall’impiantistica e maggiori servizi per i cittadini attraverso una riduzione della dimensione massima dei cartelloni e del numero e sarà, inoltre,...

Approvato il nuovo piano. Addio a cartellone selvaggio

DECORO, RIMOSSI CARTELLONI ABUSIVI PIAZZALE MARESCIALLO GIARDINO -FOTO 3

Decoro urbano, corretta rendita derivante dall’impiantistica e maggiori servizi per i cittadini attraverso una riduzione della dimensione massima dei cartelloni e del numero e sarà, inoltre, possibile realizzare progetti speciali e di arredo urbano come il bike sharing e segnaletica turistica. Questa la rivoluzione prevista dal nuovo Piano regolatore impianti pubblicitari (Prip) approvato dall’Assemblea capitolina con 31 voti favorevoli, 2 contrari e 3 astenuti. In particolare, il piano prevede la possibilità di dedicare parte dell’esposizione pubblicitaria ai mercati rionali e alle edicole (10%), realizzare progetti speciali e di arredo urbano e il divieto, anche per gli impianti privati, di esporre pubblicità con contenuti che presentino stereotipi di genere o che incitino al sessismo o alla violenza. Le modifiche relative alle dimensioni degli impianti e i vincoli sulle aree tutelate hanno comportato una riduzione del 38% della superficie totale occupata dalle affissioni: dai 232mila a 138mila mq (ai quali vanno aggiunti altri 9.000 mq di paline e pensiline dell’Atac). Per quanto riguarda, invece, la definizione di quali saranno i modelli, i formati e gli standardizzati sull’intero territorio, sono state ridotte le tipologie, i formati e anche le dimensioni massime (da 4x3 a 3x2). Recependo le prescrizioni della Valutazione ambientale strategica (Vas), il piano prevede di escludere interamente i tratti stradali circostanti le aree naturali protette, recepire le proposte di aree naturali protette e la rete stradale di interesse paesaggistico avanzate dalla Provincia di Roma nel Ptpg, inserire norme per il contrasto all’inquinamento luminosi, ribadire l’obbligo di autorizzazione paesaggistica. Nello specifico, il territorio è stato suddiviso in due: la zona A, di 83.700 ettari, comprende le aree incompatibili con l’installazione di impianti pubblicitari. La zona B, di 45mila ettari, comprende le aree in cui l’installazione di impianti è ammessa secondo specifiche disposizioni. La «zona B» è poi suddivisa in 3 «sottozone»: B1, B2, B3. La sottozona B1 di 815 ettari del centro storico interno alle mura; la sottozona B2 di 2.780 ettari delle aree interne all’anello ferroviario più Eur; la sottozona B3 di 41.360 ettari (distribuzione omogenea degli impianti tra aree interne ed esterne al Gra). La novità alla delibera di Giunta riguarda gli spazi pubblicitari di proprietà del Campidoglio, quelli contrassegnati con la dicitura Spqr che diminuiranno da circa 35.000 mq a meno di 25.000 mq (il 17,5%): la loro gestione verrà messa integralmente a bando, con priorità per le aziende romane (virtuose) del settore pubblicitario, in modo da tutelare i piccoli operatori.

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