Roma Capitale

Franceschini salva l’ex cinema America

Francesca Mariani Il ministero dei Beni Culturali (Mibact)ha avviato la procedura per apporre il vincolo alla destinazione a cinema della sala America, in via Natale del Grande, a Trastevere, e per...

Il ministero dei Beni Culturali (Mibact)ha avviato la procedura per apporre il vincolo alla destinazione a cinema della sala America, in via Natale del Grande, a Trastevere, e per vincolare anche i mosaici all’interno della struttura. Lo ha fatto sapere il ministro Dario Franceschini che ieri mattina ha visitato il cinema America e ha incontrato l'associazione di occupanti che da oltre un anno gestisce attività culturali all'interno dello spazio. «I sopralluoghi hanno dato esito positivo, il valore artistico dei mosaici è stato riconosciuto e questo farà scattare il vincolo su di essi e il conseguente vincolo sulla destinazione d’uso dello spazio che, quindi, dovrà restare un cinema. La procedura è avviata ci vorrà qualche tempo ma non ho dubbi sull'esito». Franceschini ha tenuto ad aggiungere che «una buona notizia per l’America viene anche dall’approvazione del dl Art Bonus: nel decreto si offre il 30% di credito d’imposta per il recupero di cinema che fossero in attività alla data dell'1 gennaio 1990. Se vorrà la proprietà potrà profittare di questa opportunità». La sala America non è più aperta come cinema da 14 anni. Nel tempo, la proprietà Progetto Uno ha lanciato vari progetti di trasformazione dello spazio. In particolare, nel 2008 si era parlato di un programma di riconversione dell’edificio in quaranta piccole unità immobiliari. La proposta però non ebbe seguito in quanto «ci opponemmo strenuamente a colpi di carta da bollo per fare in modo che lo spazio restasse ad uso pubblico del quartiere», racconta Alberto Toso Fei, del comitato di quartiere cinema America. Da oltre un anno, un gruppo di ragazzi ha occupato lo stabile e inaugurato una gestione autonoma di iniziative culturali. È stata allestita una piccola biblioteca e predisposta una sala per incontri e corsi di formazione. Insomma vincolato il cinema ci faremo garanti che l’immobile non rimanga chiuso per altri 14 anni, ma venga restaurato, come di fatto stiamo già facendo da due anni a questa parte. Anticipiamo che a settembre sono state già confermate alcune parteicipazioni a sostegno dell’esperienza dell'America Occupato, Paolo Virzì, Toni Servillo e Francesco Bruni saranno infatti nelle programmazioni di Settembre ed Ottobre che pubblicheremo a fine Agosto». Una vicenda, quella del cinema America, che per Franceschini non può essere accumunata a quella di un altro spazio culturale romano occupato, il Teatro Valle: «Qui l’intenzione dichiarata degli occupanti è sempre stata di preservare la funzione del Cinema, non di occuparlo a tempo indeterminato. Il caso del Valle è diverso, anche perché il teatro à di proprietà pubblica», ha scandito il ministro. L’esito dell’occupazione del cinema America ha preso le mosse verso la metà del giugno scorso quando la vedova dello scultore pescarese Pietro Cascella scomparso nel 2008, Anna Maria Cesarini Sforza, scrisse al ministro dei Beni culturali alle Soprintendenze del Mibact e di Roma Capitale, al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e al sindaco di Roma, Ignazio Marino, rivelando che i mosaici del cinema non erano opera solo sua, come creduto fino a quel momento, ma anche del marito scomparso e chiedendone la tutela.

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