Roma Capitale

Roghi notturni: controlli a tappeto nella baraccopoli di Stacchini

Anna Laura Consalvi TIVOLI Giro di vite del Comune tiburtino contro i roghi notturni. Vita dura per i responsabili degli incendi che riempiono di fumi nocivi l'aria respirata da chi vive in via del...

TIVOLI Giro di vite del Comune tiburtino contro i roghi notturni. Vita dura per i responsabili degli incendi che riempiono di fumi nocivi l'aria respirata da chi vive in via del Barco. A dichiarargli guerra è Palazzo San Bernardino che a seguito delle lamentele dei cittadini, stanchi di doversi barricare in casa anche in piena estate, ha organizzato una vera e propria task force insieme alle forze dell'ordine presenti sul territorio. Sorvegliato speciale resta il campo nomadi di Stacchini, la famigerata baraccopoli che si trova proprio al confine tra Tivoli Terme e Villalba di Guidonia, vicina alla «zona rossa» tormentata dai falò che non somigliano neanche lontanamente a quelli delle feste da spiaggia. Il piano fatto partire ieri dal municipio cittadino, guidato da Giuseppe Proietti, è diviso in due fasi: la prima prevede pattuglie a rotazione per controllare chi e cosa viene scaricato sui sessanta ettari di terreno che oggi danno un tetto a centinaia di rom. È evidente, infatti, che la coltre acre deriva dalla combustione di scarti industriali e rame che qualcuno porta in quella che nei fatti è una terra di nessuno. L'ex polverificio è da tempo nelle mani di un curatore fallimentare e di notizie certe sulle sue sorti all'orizzonte ancora non ce ne sono. Il secondo step sarà quello di far partire una serie di controlli da agenti in borghese a rotazione. La stretta finale arriva dopo le numerose proteste, che nei giorni scorsi si sono letteralmente moltiplicate, e a seguito delle petizioni accumulate dopo anni di allarmi lanciati e caduti nel vuoto. Solo nel 2013 con l'aiuto dei social network sono stati depositati decine di esposti per «inquinamento ambientale». Una mobilitazione che non ha prodotto effetti concreti viste le attuali condizioni in cui versa l'area, flagellata da diversi problemi. Dalla manutenzione delle strade al conferimento selvaggio dell'immondizia, le grane per i tiburtini delle periferie sembrano proprio destinati a non finire mai.

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