Un quartiere invidiabile, immerso nel verde, che prende il nome dalla contiguigia Villa di Faonte, complesso archeologico tra via delle Vigne Nuove e via Passo del Turchino, III Municipio, con accanto tre casali destinati a museo e un parco archeologico. Il progetto finale è splendido ma la burocrazia cittadina blocca tutto. Il costruttore del complesso abitativo, per convenzione con il Comune, doveva edificare i tre casali e sistemare il parco in questione, che in realtà è doppio, quello classico a verde e quello archeologico: dal 2012 per i tre edifici e l'area verde tutto è fatto, ma le pratiche sono rimaste ferme fra i competenti dipartimenti comunali e la Soprintendenza dei Beni archeologici di Roma. Solo la fetta di parco archeologico necessita di un minimo completamento, però senza certezza sull'iter burocratico è inutile lavorarci anche perché se dovessero passare altri anni, ci vorrebbe un'altra verifica e rifare alcuni interventi. Nei casali la Soprintendenza già custodisce reperti da tutto il Municipio, ma il progetto del museo non va avanti. Solo ad aprile scorso c'è stato il primo collaudo del parco pubblico. «Possibile che i cittadini per veder compiuti degli atti dovuti e veder nascere compiutamente un quartiere dove hanno investito i loro risparmi in abitazioni, debbano organizzarsi per un interminabile braccio di ferro?», domanda Marco Befani, presidente del Comitato di Quartiere Villa di Faonte. «Alla riunione del comitato il 6 giugno sono arrivati tre rappresentanti del Pd municipale - racconta Befani - Ci hanno detto che sui casali e sul giardino archeologico non c'era competenza municipale ma della Soprintendenza cui avevano consegnato tutto a ottobre 2013. Ci hanno detto pure che per quanto riguarda i parchi pubblici, era stato fatto un collaudo con esito positivo, che erano di competenza del dipartimento Urbanistica del Comune di Roma che deve fare un ultimo collaudo congiunto con il dipartimento del Patrimonio e consegnarli al Municipio per l'apertura, ma per fare questo mancavano dei documenti all'ufficio Mobilità». La documentazione è giunta solo da pochi giorni a detto ufficio. Non resta quindi che il collaudo congiunto. Quando? E poi? Da giugno il Comitato ha interpellato tutte le forze politiche in Campidoglio ottenendo reazioni solo da Fabrizio Ghera (FdI) e Marcello De Vito (M5S) che si sono attivati in riunioni di commissioni (con ufficio urbanistica e lavori pubblici) e formulando interrogazioni. In III Municipio un'interrogazione dei consiglieri Simone Proietti, Massimo Moretti del Movimento 5 Stelle con Fabrizio Cascapera di Centro Democratico e un sopralluogo al parco archeologico con quest'ultimo. Urge una soluzione. L'incompletezza urbanistica dà un'idea di approssimazione, transenne non tolte, la segnalazione fatta alle autorità di due vicini campi rom, un polo d'attrazione archeologico nel limbo pur poggiando sui resti di un'antica villa romana, presenza archeologica che negli anni sessanta del 1900 si arricchì di ambienti sotterranei appena scoperti, cunicoli e pozzi di un sistema di cisterne dell'età repubblicana. «Sono molto deluso - sottolinea ancora Marco Befani - Se tutti gli uffici comunali e municipali si fossero mossi per tempo, dal 2012 quando parchi e casali erano pronti, oggi tutto sarebbe aperto. Immagino che se il comitato non ci fosse, passerebbero altri anni. In questo percorso ho incontrato molto ostruzionismo fatto passare per burocrazia e poca collaborazione dalle istituzioni, il rimpallo di responsabilità da un ente a un altro. Auspico dopo il lavoro del comitato, di riuscire a far aprire l'area verde entro ottobre e i casali e il parco archeologico entro il 2014».
Parco e museo fantasma Colpa della burocrazia
Giuseppe Grifeo Un quartiere invidiabile, immerso nel verde, che prende il nome dalla contiguigia Villa di Faonte, complesso archeologico tra via delle Vigne Nuove e via Passo del Turchino, III...