Roma Capitale

L’ombra del racket sul rogo all’Avim

Trovati alcuni inneschi. L’appalto alla coop per fermare il contrabbando dei facchini abusivi

TIVOLI Un incendio doloso che ha tutto il sapore dell’intimidazione quello divampato la scorsa notte in un grande capannone di quasi 2000 mila metri quadrati in zona Cesurni, a pochi passi dalla baraccopoli di Stacchini. I residenti sono stati svegliati dal forte odore di bruciato mentre le fiamme illuminavano il cielo. Ad andare completamente distrutto, con danni ingenti, ancora in via di quantificazione, è stato il magazzino di proprietà della coop Avim, che da pochi giorni aveva iniziato ad occuparsi dei servizi di pulizia e smaltimento delle cassette di legno e plastica dei mercati generali al Centro agroalimentare in via Tenuta del Cavaliere. La Avim potrebbe essere stata vista come un ostacolo alla continua contesa, che spesso porta anche a risse interne ai mercati generali, proprio per la gestione e la vendita degli imballaggi di legno e plastica, compresi i bancali. È una vera e propria guerra ad arraffare le cassette al Car per poi rivenderle. La presenza, quindi, di una società addetta al recupero potrebbe aver dato fastidio. Il contratto per i servizi di pulizia del Centro agroalimentare era stato siglato il 10 luglio scorso tra Cargest e la coop «29 giugno» che ha poi subappaltato il lavoro alla Avim. L’obiettivo dell’azienda era quello di fermare il «contrabbando» di cassette e pallet. L'idea di dire basta a questo commercio parallelo non è stata probabilmente gradita a chi lo gestisce e ne approfitta da anni. Su queste ipotesi si concentrano le indagini degli investigatori del commissariato di Tivoli, diretto da Maria Chiaramonte, che stanno valutando comunque tutte le piste. Le fiamme che hanno portato alla distruzione del capannone e degli imballaggi di legno e plastica si sono alzate ad illuminare il cielo prima dell’alba dal magazzino di via Muzio Clemente. L’allarme sarebbe stato lanciato verso le 5 e subito sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco di Tivoli che hanno impiegato diverse ore prima di riuscire a domare l’incendio. Il fuoco ha distrutto quasi tutto tra cui due Fiat Iveco e un Nissan. Sul posto sono arrivati, oltre agli investigatori, anche gli agenti della Polizia scientifica che da un primissimo sopralluogo sono riusciti a stabilire quasi con certezza l’origine dolosa del rogo. Gli esperti avrebbero infatti trovato e repertato pezzi di legno bagnati di benzina. L’ipotesi che l’incendio sia in qualche modo legato al racket delle cassette del Car sembra alimentata anche da un evento accaduto la sera prima del rogo quando tra gli operatori della Avim, che stavano raccogliendo gli imballaggi e le cassette per portarle nel capannone di Tivoli Terme, e i facchini abusivi del Car ci sarebbero stati momenti di forte tensione. Il pubblico ministero del Tribunale di Tivoli riceverà questa mattina la relazione degli investigatori.

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