ARDEA Ancora fuoco. Ancora intimidazioni. Ancora violenza. È questo il clima che si vive negli ultimi anni ad Ardea, conosciuta in passato per le sue spiagge e per le sue ricchezze storico-archeologiche e oggi diventata simbolo del degrado, della violenza, delle minacce e della sopraffazione. Questa volta ad essere preso di mira è stato il sindaco di Ardea, Luca Di Fiori, esponente del centro destra ed in particolare di Forza Italia, che dopo le dimissioni dei componenti della sua giunta, si ritrova oggi a fare i conti con l'incendio della propria auto. Lo scorso anno furono vittime di analoghi atti intimidatori l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Tor San Lorenzo Walter Giustini, oggi luogotenente in pensione, il geometra-giornalista Luigi Centore e alcuni componenti della sua famiglia, la moglie del presidente del consiglio comunale, Massimiliano Giordani. Tutti episodi che hanno messo letteralmente in allarme la popolazione che, lo scorso autunno, organizzò anche una fiaccolata per condannare i gravissimi episodi. Questa estate 2014 sembra essere contrassegnata dalla stessa falsariga dello scorso anno. «Erano circa le due meno venti della notte quando ero appena rientrato a casa dopo una serata con alcuni amici – ha raccontato il sindaco Luca Di Fiori - Il portone era ancora aperto. Sentendo abbaiare i cani in maniera molto strana e ascoltando un rumore metallico, come dell'innescare di un accendino, sono uscito fuori dal balcone. Così ho visto un uomo, un ragazzo di circa 30 anni, che nel buio del parcheggio armeggiava intorno alla ruota posteriore sinistra della mia auto: stava cercando di accendere qualcosa. In una frazione di secondo sono sceso urlando ma ormai era troppo tardi: lui si stava dileguando verso la sua macchina, una Punto bianca, lungo via Apriliana, per fuggire. In quel momento ho pensato a chiamare i carabinieri e a spegnere subito l'incendio che stava colpendo la mia Mini Cooper, che comunque non è andata distrutta ed è funzionante. Sono sconcertato. È una nuova, palese, intimidazione ai danni della città. Ora bisogna tenere alta l’attenzione, come sempre, e dare il senso di unità – ha sottolineato il sindaco - Sembra quasi un disegno contro la città: sistematicamente, ad orologeria, si verificano eventi che, anche se creano materialmente pochi danni, uccidono le persone che vogliono cambiare questo territorio. È un morbo che avvilisce, distrugge, fa cadere le braccia. Ma noi a tutto questo non ci stiamo. I fatti successi negli ultimi anni che non hanno una connotazione e un colore politico, perché hanno investito consiglieri del centrodestra, del centrosinistra, di liste civiche, impongono una riflessione profonda. La città deve essere unita a prescindere da tutto. La prima telefonata che ho ricevuto è stata del prefetto di Roma Pecoraro, con il quale ho fissato un appuntamento. Non credo che sia opportuno in questo momento di crisi politica "balneare" per Ardea prendere con superficialità in considerazione l'intera vicenda, strumentalizzandola». Numerosi i messaggi di solidarietà al sindaco.
Tentano di bruciare l’auto del sindaco
Di Fiori ha visto un giovane innescare il fuoco vicino al serbatoio prima di darsi alla fuga
