Roma Capitale

Pellegrini a rischio traffico, variante per la Francigena

Niente più Cassia e Trionfale per entrare in città, l’ultima tappa di 13 km sarà nel verde

La Francigena avrà la sua "variante". Un ingresso verde alla Città Eterna per i pellegrini che percorrono la Via Francigena - l’antica strada che da Canterbury giungeva fino a Roma per visitare i luoghi del martirio e le tombe di San Pietro e Paolo. La Francigena "abbandona" il traffico caotico della città e, nell’ultimo tratto, 13 chilometri circa, ritrova un po’ dell’antico spirito di pace e meditazione che spingeva fedeli, penitenti, convertiti a intraprendere il cammino. Il progetto presentato ieri a Castel Sant’Angelo da Francesco Rutelli presidente dell’associazione Priorità Cultura, Maurizio Gubbiotti, commissario di RomaNatura e Giuseppe Signoriello, presidente della Fondazione Giovan Battista Baroni onlus che ha deciso di finanziare l’intervento, consentirà di percorrere nella Riserva naturale dell’Insugherata l’ultimo tratto della Via, evitando così il traffico di via Cassia e Trionfale a ridosso di Roma. Si potrà infatti passare attraverso l’Insugherata entrando dal civico 1081 di via Cassia. Un’area che, sebbene acquisita dal Comune di Roma nel 1995, è stata finora interdetta all'accesso da lunghi contenziosi. Oggi l’ultimo atto quando l’amministrazione capitolina prenderà ufficialmente possesso dell’area all’interno della quale, grazie al protocollo d’intesa con RomaNatura, Fondazione Baroni e Priorità Cultura, sarà finalmente possibile percorrere la Francigena attraverso la riserva. Centomila euro di spesa per finanziare gli interventi che partiranno a settembre e che, nell’arco di 40-60 giorni, consentiranno ai pellegrini, ai turisti e ai camminatori di ogni genere (con attenzione rivolta alle persone con disabilità), di arrivare a Roma. I lavori prevedono la sistemazione e la messa in sicurezza del percorso, allestimento di cartellonistica e segnaletica e arredi per le aree sosta (alcuni dei quali realizzati con il legno ricavato dagli alberi di Natale utilizzati in Vaticano e in piazza San Pietro durante le festività). «La Via Francigena è stata riscoperta in tutta Italia, ma ad oggi l'accesso da nord è proibitivo - spiega Francesco Rutelli presidente di Priorità Cultura,- Da tempo lavoriamo per rendere accessibile questo ultimo tratto, utilizzando tre aree verdi: il Parco di Veio, la riserva dell'Insugherata e il Parco di Monte Mario». Entrando nella Riserva dell'Insugherata dal civico 1081 di via Cassia, infatti, si può arrivare fino a Monte Mario e da lì ridiscendere al Tevere e, percorrendo le sue banchine, arrivare fino a Castel Sant'Angelo dove «per gruppi organizzati si potrà proseguire il percorso utilizzando il Passetto di Borgo che collega direttamente il Mausoleo di Adriano ai Palazzi Vaticani», aggiunge Rutelli. La Francigena, che il Consiglio d’Europa ha dichiarato nel 1994 «Grande Itinerario culturale Europeo» insieme al Cammino di Compostela era la più importante delle grandi vie di collegamento che solcarono l'Europa nel Medioevo. Per sette secoli su questa via transitò tutto l’Occidente medievale: dai Franchi, ai quali deve il nome, che la utilizzavano come via d'accesso al di qua delle Alpi, ai cavalieri templari in viaggio verso Gerusalemme per le Crociate. Un itinerario suggestivo, giunto fino a noi, e adesso restituito almeno in parte al verde e al religioso silenzio.

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