Roma Capitale

Distruggono una scuola sotto l’effetto di ecstasy

Quando la polizia è entrata nella scuola, i tre ragazzi erano scalzi, a petto nudo e sanguinanti. Tra le mani avevano ancora un estintore, fortunatamente scarico. Sembrerebbe la scena di una...

Quando la polizia è entrata nella scuola, i tre ragazzi erano scalzi, a petto nudo e sanguinanti. Tra le mani avevano ancora un estintore, fortunatamente scarico. Sembrerebbe la scena di una commedia americana, come «Una notte da Leoni» o «Paura e delirio a Las Vegas» e invece è accaduto nell’istituto comprensivo Viale Adriatico, dove un minorenne, insieme ai fratelli Cristian e Manuel Barbara, al termine di una notte a base di alcool e droga, hanno deciso di terminare le loro scorribande trascorrendo la mattinata spaccando gli arredamenti della scuola. Per questo motivo i ragazzi, accusati di resistenza e danneggiamenti, sono stati condannati: dovranno trascorrere i prossimi tre mesi lavorando per la scuola. Quando, intorno alle nove del mattino di lunedì scorso, una dipendente della piscina comunale aveva udito alcuni rumori provenienti dall’adiacente istituto comprensivo, chiuso a causa delle vacanze estive, si era subito insospettita. A quel punto la donna aveva deciso di chiamare la polizia. Quando gli agenti del commissariato Fidene Serpentera erano arrivati sul posto erano rimasti sorpresi. Macchie di sangue erano sparse sul pavimento e in diversi muri dell’istituto. Camminando tra le aule e i corridoi della scuola, gli agenti, avevano notato che l’arredamento era stato distrutto. Computer, banchi, lavagne, armadi e cassettiere erano stati devastati. Sembrava fosse passato un tornado e invece, continuando a camminare, gli agenti avevano presto capito chi erano i responsabili di quegli atti. Tra le aule, i poliziotti avevano infatti incontrato un ragazzo minorenne e due ragazzi tra i venti e i 24 anni, i fratelli Cristian e Manuel Barbara. I tre erano sporchi di sangue e praticamente nudi, indossavano solo un paio di pantaloncini e tra le mani avevano un estintore. I ragazzi, vedendo gli agenti avevano cominciato a inveire insultando i poliziotti e resistendo all’arresto. Condotti in commissariato, nonostante fossero in stato confusionale, avevano provato a ricordare e spiegare perché si trovassero seminudi all’interno di una scuola distrutta. La polizia aveva quindi capito che si era trattato di una bravata commessa da ragazzi sotto effetto di cocaina ed ecstasy. La notte da leoni costerà cara ai giovani: due sono stati condannati e il 17enne verrà giudicato dal tribunale dei minori.

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