Roma Capitale

Saldi, bene le scarpe male gli accessori

Confesercenti: «Rovinati dall’abusivismo. Di questo passo i piccoli dovranno chiudere»

In leggera ripresa, ma gli 80 euro di Renzi non bastano per fare partire i saldi come i commercianti speravano. Rispetto al primo weekend le vendite di fine stagione hanno segnato un andamento al rialzo, sufficiente per sperare di andare in pareggio con luglio dello scorso anno e non in discesa, come la partenza aveva fatto temere. Merito soprattutto dei turisti che hanno ricominciato pian piano a comprare nelle boutique del centro rimaste semi deserte il primo sabato dei saldi, mentre in periferia, dove in un primo momento si era parlato di andamento positivo, gli affari hanno ricominciato ad andare male per i commercianti. È dunque un primissimo bilancio a due facce, secondo Massimiliano De Toma, presidente di Federmoda-Confcommercio. «Come ogni anno, abbiamo raccolto i questionari distribuiti ai commercianti romani – racconta – dove chiediamo in sostanza come stanno andando le vendite sottocosto. Ebbene, le risposte complessive ci fanno sperare in una sostanziale tenuta e questo è già un buon risultato perché la partenza questa volta per i i saldi estivi è stata davvero a rilento». Siamo comunque molto lontani dai risultati sperati. «Avevamo immaginato che gli 80 euro in più nella busta paga degli italiani potessero andare, almeno in piccola parte, allo shopping scontato. Ma non è stato così, la gente spende sempre meno in abbigliamento e sceglie acquisti mirati per le proprie necessità». T-shirt, soprattutto, per l’uomo, costumi e abbigliamento da mare per le donne. Piuttosto bene le scarpe, male gli accessori. Lo scontrino medio è basso, attorno ai 100 euro. «Ha sicuramente influito sull’andamento al ribasso l'anticipo delle vendite a prezzi scontati da parte di molti esercenti – chiosa De Toma – complici la mancanza di controlli e le sanzioni, i negozianti hanno scontato al merce prima del tempo, anche se questo dopo tutto non ha tolto la voglia ai consumatori di acquistare con i saldi». In poche parole, acquistare sottocosto piace e i romani non ci rinunciano. Più pessimista Valter Giammaria, presidente della Confesercenti Roma. «Il primo weekend abbiamo registrato un -15, 20 per cento rispetto ad un anno fa e con il passare dei giorni i dati sono rimasti inalterati. Registriamo qualcosa di meglio in centro e di peggiore in periferia, ma non si può certo dire che i saldi vanno bene. Anzi». Secondo Confesercenti è l’abusivismo il vero colpevole di un generale disinteresse del consumatore ai negozi che scontano. «Ormai gli abusivi sono ovunque ed è un tipo di concorrenza che spaventa e preoccupa il commerciante che paga le tasse e che non può competere con i loro prezzi. Di questo passo i piccoli negozi sono destinati a scomparire». Intanto, però, i negozi scommettono sui saldi e scontano oltre il metà prezzo. Sulle vetrine di alcuni negozi in centro si intravedono scritte inequivocabili: «Dal 50 al 70 per cento», sono negozi che solo una settimana fa scontavano dal 30 al 50, ma che ora provano il tutto e per tutto per non restare con la merce in magazzino. «La situazione è molto delicata per il settore – continua Giammaria – i saldi devono tornare ad essere un evento per fare in modo di dare uno scossone ad un comparto praticamente in stallo. Per questo chiediamo da tempo che tornino ad essere veri saldi di fine stagione, con partenza a fine agosto come era una volta. Nel frattempo invitiamo di nuovo il Campidoglio a fare qualcosa contro gli abusivi».

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