«Se parli ancora della Barbuta ti mando in coma» è la minaccia che si è sentito arrivare Carlo Stasolla presidente dell’associazione 21 luglio da uno dei boss del campo nomadi in questione Sartana Halilovic un uomo massiccio, risoluto e ingioiellato, nel lobo dell’orecchio la Lupa simbolo della Roma, al dito mignolo un fede d’oro. È successo nella sala del VII municipio di Roma (a Cinecittà) durante la presentazione di un dossier sul tema «Campi nomadi spa». I presenti, tra cui l’assessore al commercio del Municipio, dopo qualche risolino nervoso non hanno proferito parola. Neanche dopo l’uscita plateale del capo clan attorniato da tre grisi. Sartana (agli appassionati degli spaghetti western rammenterà la saga dell’epico pistolero da «Se incontri Sartana prega per la tua morte» ecc) ha ripetuto più volte le sue minacce ricordando anche che lui al campo ha «diciannove figli e due mogli». La colpa di Stasolla è aver sciorinato le cifre da capogiro che alimentano quello che lui definisce il «sistema campi rom» della Capitale. E avallato la proposta della sua associazione che promuove i diritti dei rom e cioè la chiusura dei campi «per una reale inclusione, cioè l’avvio al lavoro e l’inserimento nelle case». Non di tutti «ma solo di chi non ha i mezzi economici per realizzarla». Esperienze simili si sono avute a Messina e Padova e costerebbero 15 volte di meno». Ma come ha reagito alle minacce di Sartana il diretto interessato? «Non lo conosco personalmente, magari ci siamo incontrati nel campo. Non mi sono impaurito più di tanto ci siamo abituati alle minacce. Valuteremo a breve il da fare con i legali dell’associazione - spiega Stasolla - Sono sicuro che quella persona invitata da un consigliere municipale era lì in veste di disturbatore. Di certo non ha parlato a nome dei rom. Quello che mi ha colpito è stato il silenzio dei rappresentanti istituzionali presenti. Ma si sa sulle nostre posizioni ci sono molte resistenze da parte di forze politiche, comunità rom e associazioni che lottano affinchè la situazione resti com’è. Almeno 35 enti che gestiscono soldi pubblici senza bandi pubblici. Il Comune versa 24 milioni di euro all’anno per mantenere i rom. Di questi neanche l’1% viene impiegato per l’inclusione». Tornando alla Barbuta ci informa anche che « Halilovic con i suoi 19 figli è costato finora un milione e ottocento euro» e che neanche il fatto che abbia fatto intendere diavere «conoscenze in alto» non lo sorprende. «Ha detto che ha visto il sindaco. Ci credo. Personaggi come lui sono direttamente interpellati dalle istituzioni». Sulla questione Barbuta Stasolla è convinto di stare rompendo le uova nel paniere a causa di un documento che presenterà tra due mesi e che riguarda il futuro del campo rom. «C’è in piedi un progetto tra il Comune, l’associazione Capodarco e la Leroy Merlin che prevede la costruzione di un nuovo campo non molto distante dall’area attuale dove sorgerà invece un capannone industriale dell’azienda francese. Ecco perché si sta facendo quadrato intorno alla Barbuta». Sveva Belviso ex vicesindaco e attuale capogruppo comunale di Ncd è sconcertata per quello che è successo a Stasolla. «Minacce del genere in un contesto pubblico sono inaccettabili- dice Belviso - e certo diventa ancora più irresponsabile la decisione da parte del sindaco di non mantenere i presidi di vigilanza. Si sa che ,all’interno dei campi, si commettono reati ci sono detenuti ai domiciliari insomma nella salvaguardia di quella parte degli ospiti che vogliono comportarsi bene sarebbe meglio un’azione di controllo». L’atteggiamento di Sartana farebbe pensare a un boss che decide per tutti. «Non credo piuttosto chi fa uso di minacce e si comporta male non avrebbe diritto a stare in un campo dove viene ospitato. Il ripristino dei vigilanti ha lo scopo anche di mantenere la legalità in una proprietà comunale».
«Se tocchi la Barbuta, ti mando in coma»
La minaccia del boss del campo rom al presidente dell’onlus 21 luglio Stasolla: «Non mi fa paura. È stato invitato apposta per disturbare»
