MONTEROTONDO Democratici contro per la contesa del «Santissimo Gonfalone». Non è una crociata, ma la disputa che vede, sui lati opposti della barricata, le stesse bandiere: quelle del Pd locale e provinciale contro quelle del Pd regionale. Ieri i democratici del circolo eretino e della provincia, infatti, sono scesi in piazza per difendere l'ospedale «dal depotenziamento dei servizi previsti nei programmi operativi definiti dalla Regione» del Pd Nicola Zingaretti. «Scendiamo in piazza perché la Regione, contrariamente agli annunci, non ci ha più convocato - ha detto il sindaco (Pd) Mauro Alessandri - Non molliamo proprio adesso». In questi giorni, infatti, il commissario Zingaretti sta scrivendo il decreto, annunciato «entro la fine del mese» sulla riconversione del nosocomio eretino, già indicata nei piani operativi 2013-15 approvati dal Governo l'8 luglio scorso, con una proposta bocciata, però, dal direttivo del Pd provinciale. Che ha inviato una nota all'ex segretario regionale del Pd (sempre Zingaretti) contro il suo piano «di riconversione degli Ospedali di Monterotondo, Subiaco e Bracciano, esprimendo una forte preoccupazione per la messa in discussione del mantenimento dei livelli essenziali di assistenza nei territori interessati, anche considerato che, con la eliminazione di fatto dei posti letto per acuti, si violerebbe il rapporto posti/letto per mille abitanti previsto dalla Legge 135 del 2012 al livello di 3,7 sia nella Asl RmF di Civitavecchia, che comprende il nosocomio di Bracciano, dove scenderebbe al di sotto degli attuali 0,7 posti letto per mille abitanti, sia nella Asl RmG di Tivoli, che comprende l'Ospedale di Monterotondo, dove nell'area che sostiene un'utenza di circa 270 mila abitanti si scenderebbe ulteriormente al di sotto degli attuali 0,69 posti letto per mille abitanti, e l'ospedale di Subiaco nel quale tale rapporto è attualmente di 0,9». Contro il taglio del 64% dei posti letto (dagli attuali 72 a 26) si è schierato anche il sindacato medico Anaao Lazio. Per il segretario regionale, Guido Coen Tirelli, «tali disposizioni negano il diritto alla salute e non consentono la erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza». Perché i tagli della riconversione farebbero, di fatto, perdere la sede di Pronto soccorso ai 3 nosocomi, privandoli «dei requisiti organizzativi, strutturali e funzionali tali da poter assicurare adeguati livelli di assistenza e cure 24 ore su 24». E, dopo il sit-in della Valle del Tevere, anche in quella dell'Aniene si preparano a riscendere in piazza in difesa dell'ospedale di Subiaco. «Mercoledì - annuncia Sandro Scafetta - riuniremo sindaci e sindacati dei 31 Comuni per organizzare una manifestazione unitaria».
Il futuro dell’ospedale spacca il Pd
I compagni di partito accusano Zingaretti di voler affossare il presidio
