Roma Capitale

Tre colpi per la Virtus

Basket Roma scatenata. Dopo Petty ecco Gibson e Triche Terzetto che coniuga classe e forza fisica. Ora caccia al lungo

L'immobilismo che aveva contraddistinto le ultime settimane è stato spazzato via in 48 ore dalle mosse con cui il general manager Nicola Alberani, di concerto con il coach Luca Dalmonte, sta disegnando la nuova Virtus Roma. Non ancora Acea, perché la firma in calce all’accordo che «grifferà» il club con il marchio della municipalizzata non è ancora arrivato ma il nuovo matrimonio sembra in dirittura d’arrivo, seppur con una cospicua riduzione di euro che entreranno nelle casse della società del presidente Toti. Ieri, dopo il rinnovo dell’accordo con coch Luca Dalmonte e la firma dello statunitense, ma «cotonou» nel calcolo delle caselle da occupare, Petty Perry è stata la volta dell’annuncio di Kyle Gibson, 27enne guardia di nazionalità Usa. Nato a Los Angeles il 22 maggio 1987, ha già maturato esperienza nel massimo campionato italiano avendo militato lo scorso anno con la Giorgio Tesi Group Pistoia. Dopo aver mosso i primi passi nella Susan Miller Dorsey High School, Gibson ha trascorso i quattro anni del college con i L.A. Tech Bulldogs, dove ha totalizzato 114 presenze e chiuso l’esperienza Ncaa mettendo a referto 31 presenze e 14.7 punti, 3.7 rimbalzi e 2.1 assist con il 44.5% da 2 e il 37.3% da 3 in 34.4 minuti di media nell’ultima stagione. «Gibson - le parole di Alberani - è un esterno dotato di atletismo e tiro che mi ha molto impressionato nell’ultimo campionato. Ha una taglia fisica importante e ritengo che Roma possa essere il giusto trampolino di lancio per la sua carriera ai massimi livelli europei». All’inizio della prossima settimana sarà poi la volta di Brandon Triche, esterno Usa di grandissimo talento proveniente da Trento, che con Gibson e Perry andrà a formare un terzetto di giocatori perimetrali dalla grandissima forza fisica. Puntare sui tre, con nessuno playmaker di ruolo ma tutti in grado comunque di andare a ricoprire il ruolo di regista, spiega la scelta fatta dalla società di concerto con il tecnico. Ingaggiare un playmaker titolare di livello avrebbe comportato un esborso non sostenibile vista la grande riduzione del budget. Così Dalmonte, confortato dall’esperienza avuta in passato a Pesaro quando il ruolo di metronomo fu rivestito da Hickman, che playamer puro certo none era, ha dato il suo assenso alla scelta di puntare forte su Triche, il più talentuoso dei tre, Gibson, realizzatore micidiale e Perry, un «all around» capace di mordere in difesa. Ora l’attenzione di Alberani si sposta tutta sulla ricerca del lungo titolare. Il general manager ha abituato molto bene il pubblico capitolino portando nella Virtus prima Lawal e poi Mbakwe ed è evdiente quindi che sia la lecita curiosità nel vedere se ancora una volta verrà pescato un giocatore in grado di dominare la scena. Intanto ieri il Consiglio Federale della Fip ha assegnato 2 punti di penalizzazione alla Virtus Bologna per ritardo nei pagamenti dei contributi previdenziali.

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