Sigilli a cinquemila metri quadri di area nel cuore del Parco Regionale dei Castelli adibita a sfascio di autovetture nel territorio ai confini tra Velletri e Nemi. I carabinieri della compagnia di Velletri diretti dal capitano Davide Occhiogrosso, hanno denunciato, per reati in materia ambientale, il privato detentore di un deposito di autovetture in disuso che negli anni ha messo su una vera e propria attività di riparazione automobili con conseguente ricovero "abusivo" dei pezzi di ricambio. La verde area protetta e piena di vincoli, tra cui importante anche la destinazione urbanistica ad attività ricettiva stabilita dal piano regolatore del comune di Velletri, è stata riempita di copertoni, autovetture parcheggiate, olii, carburante, liquidi inquinanti. L'attività ispettiva, svolta dalla stazione dei carabinieri di Nemi diretta dal maresciallo capo Fabio Adinolfi con gli specialisti del Noe - Nucleo operativo ecologico - si è concentrata sull'attività di gestione e deposito di veicoli fuori uso da parte della società. Dai primi accertamenti è emersa l’assenza delle autorizzazioni previste dalla legge in zona soggetta a vincolo paesaggistico-ambientale ed idrogeologico. Sono state inoltre riscontrate irregolarità nello stoccaggio dei materiali ed oli esausti, nonché la mancata realizzazione di idoneo sistema di raccolta e trattamento acque di piazzale e meteoriche. Tra l'altro proprio sotto quest'area vi scorre l'acquedotto Simbrivio. Il Simbrivio, acquedotto che rifornisce l'acqua nelle case dei cittadini castellani, nasce da una serie di sorgenti che scaturiscono dal monte Autore, dal monte Tarinello e dal monte Arsalone e confluisce da destra nell'Aniene dopo Trevi.
Sigilli allo sfasciacarrozze nel Parco dei Castelli
Sigilli a cinquemila metri quadri di area nel cuore del Parco Regionale dei Castelli adibita a sfascio di autovetture nel territorio ai confini tra Velletri e Nemi. I carabinieri della compagnia di...
