CIVITAVECCHIA «Ho sentito il pavimento muoversi, tremare». Una brutta sensazione, accompagnata da tanta preoccupazione, per una delle cancelliere che opera all’interno degli uffici del Giudice di Pace di Civitavecchia e che ieri mattina ha dato l’allarme ai Vigili del Fuoco. Problemi strutturali all’appartamento di via dei Colli che, da temporaneo che doveva essere, ospita i Giudici di Pace da anni, in modo inadeguato: un appartamento posto in uno stabile lontano dai servizi giudiziari, grande non abbastanza, poco sicuro e anche con carenza di personale. Lo scorso anno era scoppiato il pavimento dell’ingresso, qualche mese fa si era formata una crepa. Oggi questi scricchiolii e questo movimento sospetto. Dipendenti, avvocati ed utenza sono preoccupati, da tempo. Come lo sono anche gli inquilini dello stabile, alcuni ieri scesi in strada in attesa delle verifiche dei Vigili del Fuoco. «Vogliamo garanzie – hanno tuonato – non possiamo continuare così». Per alcune ore le attività all’interno dell’ufficio sono state sospese. Gli uomini della caserma Bonifazi, coordinati da Silvano Paperini, si sono portati sul posto per eseguire alcuni controlli all’interno dell’appartamento, ma anche nel supermercato sottostante. Concluso il sopralluogo i Vigili del Fuoco hanno fatto spostare diversi faldoni, tutti accatastati in un’unica stanza. Il carico è eccessivo. Lo era già prima che i fascicoli di Bracciano, con l’ufficio chiuso nell’ambito della riorganizzazione e razionalizzazione voluta dal Ministero, arrivassero a Civitavecchia. Oggi la situazione sembra essere al limite. Tanto più che l’appartamento è in affitto e costa al Comune circa 100 mila euro l’anno. Per ora non è stato chiuso; i Vigili del Fuoco hanno dato il via libera al prosieguo dell’attività, ma anche loro vogliono vederci chiaro. In realtà, oggi più che mai, sarebbe opportuno trovare una soluzione definitiva per i Giudice di Pace, in cerca di una sede adatta da troppi anni. Il problema è stato portato più volte all’attenzione delle diverse amministrazioni comunali, per riuscire a trovare una risposta concreta: il trasferimento a Villa Albani, la razionalizzazione degli spazi nella struttura di via Terme di Traiano, la costruzione di una nuova palazzina attigua all’attuale Tribunale, con un project financing. Queste alcune delle soluzioni che si sono alternate, ma rimaste solo parole. Perché i Giudici di Pace sono ancora a via dei Colli, in un ufficio dove ci sono cumuli e cumuli di carta, che pesano, occupano spazio e rendono i locali sempre meno agibili.
Scricchiolii e cedimenti in casa del Giudice di Pace
Un cancelliere: «Il pavimento trema. Abbiamo paura»