Pronti a fermare i cantieri della linea C se entro il 31 luglio il Campidoglio non verserà 154 milioni di euro sul conto corrente delle imprese costruttrici. È di nuovo guerra aperta fra il Consorzio Metro C e Roma Capitale. Ieri mattina l’assessore comunale alla Mobilità, Guido Improta, ha ricevuto una lettera ufficiale firmata dall’ad del Consorzio, Fabio Giannelli, dove quest’ultimo «intima» a Roma Metropolitane (la municipalizzata che si occupa delle "subway" cittadine) «l’integrale pagamento di euro 154.115.102,93 entro e non oltre il 31 luglio», altrimenti «questa società si vedrà costretta ad assumere conseguenti iniziative, i cui impatti sulla regolare esecuzione dell’opera e su tutti i soggetti coinvolti faranno carico esclusivamente a Roma Metropolitane e ai suoi amministratori, stante la palese illiceità dei comportamenti sino ad ora mantenuti». Nella missiva, l’ad Giannelli ha anche riepilogato nel dettaglio i debiti dell’amministrazione verso le imprese. Mancherebbero all’appello, infatti, 64,3 milioni di euro per i lavori eseguiti, con riferimento alle ultime tre fatture (in gergo Sal) della prima tratta Pantano-San Giovanni e le ultime due emesse della tratta T3 San Giovanni-Colosseo; in più, bisogna ancora pagare 89,7 milioni derivanti dall’atto attuativo del 9 settembre 2013, l’accordo "tombale" con cui il Comune avrebbe voluto chiudere tutti i contenziosi aperti versando circa 300 milioni (230 del lodo più 71 di "maggiori costi"). Non solo. Ci sarebbero anche 37,7 milioni di euro «in attesa di certificazione», che per il momento non vengono reclamati dal Consorzio, per un totale di 191 milioni di euro. Dunque è già a rischio l’apertura della linea C da Pantano a Centocelle, prevista per l’11 ottobre prossimo? Il dubbio viene, visto che al Consorzio è stato riaffidato anche una parte del collaudo in corso, ma dall’assessorato alla Mobilità rassicurano: «Quella è un’altra partita - spiegano - L’apertura dell’11 ottobre non è in discussione». Di sicuro, potrebbe avere dei pesanti ritardi l’apertura all’utenza di tutta la prima tratta, da Pantano fino a Lodi, il cui taglio del nastro ci sarebbe dovuto essere in autunno e che è già slittato ai primi mesi del 2015. E non è detto, a questo punto, che si decida di andare oltre San Giovanni con questo appalto, visto che proprio il Consorzio Metro C ha già messo in mobilità tutti i suoi 117 impiegati. Il tema dei mancati pagamenti, come detto, era nell’aria. Tanto che la scorsa settimana, in Commissione capitolina Mobilità, i tecnici della Ragioneria del Campidoglio, alla presenza dell’assessore Improta, hanno provato a spiegare: «A noi non risultano mancati pagamenti. L’unico ritardo è imputabile al Cipe che, da settembre 2013, non si è pronunciato ancora sulla rimodulazione del quadro economico finanziario. Dei 253 milioni previsti nell’atto attuativo, invece, ne abbiamo liquidati 216. La Regione Lazio ha scritto che liquiderà 12,8 milioni con il bilancio 2015 e ci ha chiesto di anticipare la quota. Ora vediamo se sarà possibile farlo attraverso l’attivazione di un mutuo». Due dei Sal in questione, i numeri 43 e 44, «sono stati formalizzati solo a maggio e giugno 2014 e quindi in questo momento è in corso la fase di approfondimento tecnico. Si tratta di circa 60 milioni. Di questi, 38 milioni sono in via di liquidazione e 22 ancora in istruttoria. Risulta dunque incomprensibile la lamentela che ci sia un ritardo nel pagamento di un anno». Tutto ciò, tenendo conto che proprio nel Sal 43 e 44 sono compresi anche costi per la sicurezza (18%) che il Dipartimento Mobilità potrebbe voler bloccare, in virtù del contenzioso nato sul Responsabile del Lavori per la Sicurezza, nominato dal Consorzio Metro C invece che da Roma Metropolitane, come previsto dalla convenzione fra i soggetti.
«Pagateci o fermiamo i lavori della C»
Ultimatum delle imprese al lavoro sulla nuova tratta del metrò: «Soldi entro luglio». Incidente nella linea A: la procura vuole vederci chiaro
