Roma Capitale

Farmacap, pronto il dossier per la Corte dei conti

I lavoratori: «No alla privatizzazione. L’azienda si può salvare. Nessun buco in bilancio»

I lavoratori Farmacap pronti a consegnare un dossier alla Corte dei conti. Per i dipendenti della municipalizzata che gestisce 43 farmacie comunali il buco da 15 milioni nell’ultimo bilancio dell’azienda è solo una «mossa da parte dei vertici per portare alla privatizzazione». «Non sono stati messi in bilancio gli interessi dei crediti nei confronti di Regione e Comune e sono stati calcolati in maniera diversa dal passato le giacenze dei prodotti», spiegano farmacisti, operatori sociali e psicologici, insieme ai sindacati che, dopo la protesta di fronte alla sede di via Ostiense di due settimane fa, ieri pomeriggio hanno manifestato di fronte alle sedi dei gruppi consiliari comunali di Pd e Sel in via delle Vergini. «I partiti di maggioranza che ci hanno sostenuto in campagna elettorale, dichiarando di voler rilanciare Farmacap, ora devono mantenere le promesse - denuncia Nando Simeone di Filcams Cigl - Dobbiamo pensare che l’abbiano fatto solo per avere voti. Torniamo a chiedere coerenza da parte del sindaco Marino e della sua maggioranza. Farmacap deve rimanere pubblica». La società con circa 360 dipendenti visto il buco di circa 15 milioni di euro nel bilancio rischia la privatizzazione. Ma per i lavoratori si tratta solo di un espediente per cedere l’azienda ai privati. Tutto è spiegato in un dossier, preparato dai farmacisti che hanno deciso di rivolgersi alla Corte dei conti. «Del bilancio 2011 esistono tre versioni - spiega ancora Simeone - La prima predisposta dal direttore generale dimissionario Orgera, poi dal commissario Ridolfi e in seguito dal direttore generale Guarino. Se con Ridolfi il bilancio si chiudeva con una perdita di 1,4 milioni di euro, con Guarino arriviamo a 10 milioni». Ciò che varia nei due bilanci, secondo il dossier, è la metodologia con cui sono state calcolate le rimanenze dei prodotti farmaceutici, pari a 2,9 milioni di euro di perdita, ma anche l’assenza degli interessi dei crediti di Regione e Comune di Roma, che ammontano rispettivamente a 4,1 e 1,7 milioni di euro. «Regione e Comune hanno un debito con l’azienda di 12 e 4 milioni di euro. Ma gli interessi non sono stati calcolati nel bilancio - dichiara il sindacalista - Hanno voluto far credere che la Farmacap è una società che ha debiti, attraverso un’operazione truffaldina, ma non è così. sono gli altri ad avere dei debiti con noi». La protesta dei dipendenti di Farmacap non si ferma qui. Lunedì 21 luglio rimarranno chiuse le farmacie comunali (garantendo comunque un servizio minino indispensabile, fanno sapere i lavoratori). I farmacisti saranno nel pomeriggio in Campidoglio per ribadire ancora una volta il proprio «no alla privatizzazione». «Questa azienda si può ancora salvare - dicono i dipendenti che ieri hanno protestato in via delle Vergini, armati di striscioni e megafoni - Ci vuole l’impegno di coloro che hanno parlato di rilanciare la Farmacap e il mese dopo hanno trovato come soluzione quella di privatizzarla».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.