Roma Capitale

Chiuse tre sale operatorie su cinque

Un guasto all’impianto di condizionamento blocca i reparti

TIVOLI Ieri era attesa la riapertura, ma sono ancora chiuse tre sale operatorie su cinque dell'ospedale di Tivoli. Tre settimane dopo il guasto, infatti, non è stato ancora risolto il problema all'impianto di condizionamento dell'aria che, però, manda in affanno l'intero, ed unico, Dipartimento di emergenza della Asl Rm G. Già in crisi d'ossigeno, peraltro, per la carenza di posti (dei 300 letti autorizzati ne sono disponibili solo 200) e di personale al punto che il sindacato ha chiesto l'intervento della Protezione civile. «Tutte le unità operative di assistenza diretta dell'ospedale di Tivoli risultano essere in gravissima carenza di organico- denuncia Dimitri Cecchinelli della Cisl-Fp- così abbiamo chiesto alla Protezione civile se può inviarci operatori, sia volontari che professionisti, in grado di integrare l'assistenza per riuscire a garantire i livelli essenziali sempre più a rischio». Anche perché il personale ha ormai raggiunto il tetto massimo consentito di straordinario («e a molti dipendenti negli ultimi mesi non sono state saldate neanche le ore effettuate, molte delle quali assicurate in regime di reperibilità», aggiunge Cecchinelli) e ci sono le ferie da dover garantire. Come all'ospedale di Subiaco, dove al reparto di Medicina è stato tagliato oltre un terzo dei posti (da 32 a 20). «Le misure adottate presso l'ospedale di Subiaco non preannunciano alcuna riduzione strutturale delle capacità assistenziali, ma sono soltanto volte ad assicurare il diritto alle ferie del personale in servizio. Così come avviene da sempre nel periodo estivo», spiega la Regione. Che anticipa anche i contenuti del decreto, atteso per la fine del mese, riguardo la prossima configurazione, «entro il 31 dicembre 2014, della struttura sublacense: Risposta all'emergenza assicurata h24 da medici del Dea di I livello di Tivoli, cinque posti di osservazione breve intensiva, presenza h24 di un mezzo di soccorso medicalizzato, elisuperficie, laboratorio di analisi per l'emergenza, servizio di teleconsulenza per la radiologia; l'attività di ricovero viene garantita da 20 posti letto di medicina generale e sei posti letto di Day Surgery ed un reparto di 20 posti letto a gestione infermieristica. Una nuova missione per Subiaco che, secondo il decreto 80 del 2010, è bene ricordarlo, era invece destinata a chiudere i battenti". Ma il decreto 80 prevedeva la riduzione da 82 a 10 posti letto, mentre quello nuovo lo farà passare dagli attuali 72 a 26, più i 20 a gestione infermieristica, che però non sono di degenza ordinaria per acuti, ma sperimentali previsti solo per le Case della Salute. Proprio il tipo di riconversione che era stata esclusa per il nosocomio sublacense dallo stesso coordinatore della cabina di regia della sanità regionale, Alessio D'Amato: l'Angelucci, assicurò nel settembre scorso, «non verrà riconvertito in una delle 48 case della salute«. E, contro l'analoga «ipotesi di depotenziamento dei servizi dell'ospedale Santissimo Gonfalone, previsto nei piani operativi definiti dalla Regione», domani alle 10 il sindaco di Monterotondo, Mauro Alessandri, guiderà il sit-in sotto il nosocomio eretino organizzato dal locale Pd.

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