Roma Capitale

La burocrazia ferma i lavori per il dearsenificatore

Il Comune spera di riprenderli entro settembre

CIVITAVECCHIA Potrebbero riprendere a settembre, per concludersi nell’arco di un paio di mesi, i lavori di realizzazione del dearsenificatore, l’impianto che dovrebbe risolvere i problemi di non potabilità dell’acqua, con i quali sono alle prese da circa due anni i residenti della zona nord della città, Borgata Aurelia in particolare. Lo hanno sottolineato i rappresentanti dell’amministrazione comunale a Cinque Stelle, nell’ambito di un’assemblea pubblica proprio nel quartiere di Aurelia, per affrontare le criticità legate ai problemi idrici. Come spiegato, infatti, dagli assessori Massimo Pantanelli ed Alessandro Manuedda, i lavori erano iniziati ma sono stati fermati per una serie di problemi tecnici e burocratici. Problemi relativi al direttore dei lavori, sostituito nei giorni scorsi, e soprattutto all’acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica semplice, che il Comune conta di avere tra le mani entro la metà di agosto. Poi si potrà quindi ripartire con i lavori, finanziati dall’Autorità Portuale, nell’ambito del protocollo di intesa sottoscritto dai comuni di Civitavecchia e Tarquinia. I livelli di arsenico nell’acqua, come sottolineato dal dottor Augusto Pizzabiocca della Asl RmF, intervenuto all’assemblea, sono attorno ai 12-13 mg/l, (contro i 10 mg/l imposti dalla legge); e sui residenti della zona continua a gravare l’ordinanza di non potabilità da quasi due anni. Anzi, se il problema non si risolve entro il 31 dicembre prossimo, la situazione si aggraverà per cittadini e Comune. Intanto il Codacons sta studiando una nuova azione collettiva per il risarcimento del danno subito dai cittadini che devono fare i conti con l’acqua all’arsenico, soprattutto all’indomani della procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea contro l’Italia che, nonostante le deroghe, non ha risolto il problema, a partire proprio dal Lazio. «Stante il perdurare delle inadempienze delle amministrazioni competenti – hanno spiegato dal Codacons - su raccomandazione del Commissario UE per l’Ambiente la Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora all’Italia. Come già denunciato dal Codacons, anche nell’ultimo dei ricorsi presentati, i valori limite previsti dalla legge per l’arsenico non sono ancora rispettati in numerose zone di approvvigionamento di acqua nel Lazio. Il Codacons è pronto a continuare la battaglia intrapresa ormai da anni per la tutela della salute dei cittadini delle zone interessate dal problema arsenico e, pertanto, sta studiando una nuova azione collettiva finalizzata al risarcimento del danno».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.