Tiziana Catarci, preside di Ingegneria Informatica nonché unica donna candidato rettore nella storia de La Sapienza è particolarmente preoccupata per la fuga di studenti dall’università e determinata a invertire la tendenza. Internazionalizzazione e università telematica sono la strada giusta? «Il calo degli scritti è dovuto non solo agli abbandoni ma anche all’aumento dei laureati. Agevolazioni e penalizzazioni per i fuoricorso hanno incentivato molti a concludere gli studi. Il fenomeno degli abbandoni invece è complesso.Ha radici nella crisi ma ci sono pure sfaccettature sociologiche che nascono dalla scarsa attrattiva che l’università ha sugli studenti». Poco attraente? «È una svalutazione alimentata anche dai media. I dati invece confermano che i laureati trovano lavoro più facilmente dei non laureati. È vero che ci sono delle lauree che agevolano l’ingresso nel mondo del lavoro. In certe facoltà dove c’è tradizionalmente più parcheggio il calo è sostenuto. Ma anche in quelle con sbocco immediato sono in perdita». Allora cosa bisognerebbe fare? «Un orientamento nei licei già dal quarto anno, parlando il loro linguaggio, con professori che fanno lezioni attraenti e la possibilità di seguire workshop all’interno dell’università come fa la Luiss. Noi abbiamo più ricchezza formativa dovremmo organizzarcil. Poi materiale informativo on line specifico per l’orientamento con lezioni, esercitazioni di laboratorio, insomma interattivo. Porte Aperte non serve più, è una vetrina inefficace rivolta a studenti del quinto anno, una modalità d’incontro fredda». E l’internazionalizzazione? «L’on line è fondamentale anzi potrebbe essere la vera rivoluzione delle università. Parlo degli open on line come la piattaforma Coursera alla quale aderisce il nostro ateneo. Corsi resi disponibili gratuitamente a tutti i paesi industrializzati sono una vetrina per attirare studenti stranieri. La Georgia Tech, per esempio, ha utilizzato questa modalità per erogare un master. Non è la stessa cosa dell’università telematica. Qui sono gli stessi docenti dell’ateneo, i migliori, a fare lezioni. Comunque poi agli studenti stranieri bisogna assicurare anche alloggi e servizi di supporto e Roma non è una città facile da questo punto di vista».
Catarci: «Bisogna rendere l’ateneo più attraente»
Tiziana Catarci, preside di Ingegneria Informatica nonché unica donna candidato rettore nella storia de La Sapienza è particolarmente preoccupata per la fuga di studenti dall’università e...