Un intreccio fra società, interessi privati e appalti a perdere. È il business delle multe stradali da recapitare all’estero, che dal 2008 ad oggi, fra affidamenti in prova, bandi stringenti ed esclusioni controverse, è gestito sempre dalla stessa società: la Nivi Credit, portata a Roma «in prova» dall’ex capo dei Vigili Urbani, Angelo Giuliani. Mentre gli «007 fiscali» annunciati dal Campidoglio, che dovevano andare a stanare gli evasori stranieri, per ora restano chiusi nelle pellicole di James Bond. Ma andiamo con ordine. È il 14 novembre 2008, e il Comandante della Polizia Locale di Roma Capitale è Angelo Giuliani, arrestato nel febbraio scorso e indagato per diversi reati, fra cui corruzione e falso ideologico. Nell’intento di iniziare un giro di vite rispetto alle multe da recapitare all’estero, Giuliani assegna in via sperimentale (e quindi in maniera diretta) il servizio alla fiorentina Nivi Credit srl. L’affidamento, volto a recuperare 300mila verbali per un importo di circa 22 milioni di euro, doveva durare qualche mese. Invece passano 3 anni. Nel frattempo, i rapporti fra Giuliani e Nivi Credit sembrano essere molto buoni: l’ex comandante, nel giugno 2011, con l’affidamento ancora in fase "sperimentale", vola a Saragozza, in Spagna, dove partecipa come relatore insieme all’allora Direttore del Dipartimento Risorse Economiche, Pasquale Pelusi, al convegno «Recenti tendenze nella gestione dei servizi di sicurezza e di emergenza», patrocinato dalla società toscana. Proprio in quei giorni il Comune sta verificando l’apertura delle buste relative alla tanto attesa gara d’appalto per il servizio. A vincerla, il 15 novembre 2011, è proprio Nivi Credit, in tandem con la società romana Celda srl. Il bando è a dir poco stringente. I partecipanti devono avere requisiti ben precisi: più di due anni di esperienza in almeno 10 comuni con sanzioni estere oltre le 150mila euro l’anno, e devono già effettuare il servizio in almeno tre comuni con oltre 350mila abitati. A Nivi Credit vanno 539.500 euro per due anni. Il contratto, però, viene firmato soltanto il 19 gennaio 2012, consentendo alla società fiorentina di godere di altri 2 mesi di proroga su quello "in prova". Così arriviamo ai giorni nostri. Il Campidoglio decide, nel gennaio 2014, di presentare alla stampa l’intenzione di dotarsi di «007 fiscali». Il nuovo bando, varato il 23 dicembre 2013, è ghiotto: 2 milioni di euro, nel tentativo di recuperare almeno il 10% dei verbali l’anno (29.754 atti sui 200mila affidati), sperando di incassare circa 7 milioni. Alla gara, partecipano tre società: la Nivi Credit, la viterbese Multiservizi e Recupero Credit Sas e la londinese Euro Parking Collection Plc. Ma accade qualcosa di inatteso: la Nivi Credit viene esclusa per aver presentato il plico oltre il termine previsto. All’apertura delle buste, il 14 febbraio 2014, risultano vincitori i viterbesi, con un ribasso del 99,9%, mentre gli inglesi arrivano secondi con un ribasso del 91,8%. Tutto risolto? Nemmeno per sogno. La direzione del Dipartimento Risorse Economiche, non ritiene consona la proposta di viterbesi e inglesi: entrambi proponevano un servizio a costo zero per il Comune, con rivalsa sui destinatari delle sanzioni, dai 27 ai 58 euro a verbale. Affidandosi, dunque, sulle proprie capacità di recupero dei pregressi. «L’Amministrazione non può permettere che al trasgressore vengano addebitati costi generici, non necessariamente sostenuti e privi, peraltro, di alcun giustificativo di spesa. Il recupero delle spese non può generare ricavi», si legge nella relazione del Campidoglio. Ad oggi, dunque, il servizio risulta non essere affidato, in attesa dei ricorsi e di una nuova gara. O di un affidamento in proroga a Nivi Credit srl, che resta l’ultima (e l’unica) ad averlo svolto.
Il business (mancato) delle multe all’estero
Annullato il bando per l’affidamento della riscossione delle sanzioni elevate agli stranieri. Nel 2008 il servizio fu affidato in "prova" per sei anni alla Nivi Credit, vicina all'ex comandante Giuliani
