I docenti non vanno in ferie. Le scuole sono chiuse ma non si abbassa la guardia. A rendergli le notte insonni sono le recenti esternazioni del ministro dell’Istruzione Giannini e del suo sottosegretario Reggi. In particolare a spaventarli è il progetto di aumentare il monte ore settimanali senza adeguata retribuzione aggiuntiva. E poi di portare a 4 anni le superiori con il taglio di 60.000 cattedre e altrettanti esuberi redistribuiti a scapito della qualità dell’offerta impedendo di fatto l’assunzione di tanti precari storici, annullando le graduatorie di istituto con la sparizione (fisica) dei precari perché le supplenze e sostituzioni le dovrebbero fare gli insegnanti stabili. Domani 14 luglio, l’anniversario della presa della Bastiglia, ci sarà una grande assemblea nazionale della scuola pubblica (ore 15.30) sotto il ministero dell’Istruzione organizzata dal sindacato Unicobas. «È la prima risposta di piazza al progetto Reggi-Giannini sull’aumento delle ore dei docenti - spiega in un comunicato - Sarà la tappa decisiva per organizzare entro luglio un corteo nazionale che schiaccerà le velleità del ministro». Anche se, al di là delle dichiarazioni, non c’è nulla di concreto i docenti temono il peggio. «Si tratta di un disastro annunciato e non ci caschiamo. La ridda di dichiarazioni di questi giorni ci rafforza nell’idea che si stia preparando un vero e proprio blitz legislativo "balneare" a danno della scuola pubblica e della funzione del docente». Anche gli altri sindacati sono sul piede di guerra. «Le riforme strutturali non si improvvisano. La vera riforma è tornare a investire seriamente nell’educazione e nell’istruzione» dice Marco Paolo Nigi, segretario generale dello Snals-Confsal «Respingiamo l’ipotesi di compensare finanziariamente l’aumento di tempo-denaro per i docenti con la decurtazione di un anno delle scuole superiori (da 5 a 4 anni)». Nigi lamenta anche il fatto che finora non c’è stata alcuna occasione di interlocuzione e di confronto. «Per questo abbiamo consegnato al ministro Giannini un documento in cui indichiamo le priorità strategiche della scuola e chiediamo il rinnovo del contratto di lavoro». Si va dall’istituzione dell’organico pluriennale di istituto e di rete su base almeno triennale alla netta distinzione tra tempo scuola, garantito dallo Stato e tempo di permanenza nelle strutture scolastiche per diversi tipi di formazione e di socialità da affidare ad altre figure educative. «Ma il punto qualificante riguarda le misure per dare risposte alle giovani generazioni. Alla scuola, infatti, servono interventi concreti per offrire maggiori opportunità formative ai giovani».
Protesta dei docenti al Ministero «No all’aumento di ore e ai tagli»
I docenti non vanno in ferie. Le scuole sono chiuse ma non si abbassa la guardia. A rendergli le notte insonni sono le recenti esternazioni del ministro dell’Istruzione Giannini e del suo...