Roma Capitale

«I responsabili sono assessore e Regione Lazio»

«Il sindaco Ignazio Marino non si deve troppo impegnare per individuare le responsabilità evidenti per il caos rifiuti che regna a Roma. È stato l'attuale presidente e ad di Ama, Daniele Fortini, a...

«Il sindaco Ignazio Marino non si deve troppo impegnare per individuare le responsabilità evidenti per il caos rifiuti che regna a Roma. È stato l'attuale presidente e ad di Ama, Daniele Fortini, a nominare tutta la nuova macrostruttura. Pur confermando vecchi dirigenti, Fortini ha destrutturato proprio la raccolta rifiuti, nominando nei settori chiave dirigenti che non avevano adeguata esperienza per questi ruoli». A rivelare uno dei nodi centrali del caos rifiuti l’ex sindaco Gianni Alemanno. «In questa operazione è difficile che il presidente di Ama si sia mosso senza l’imprinting politico dell’assessore Estella Marino. A tutto questo si aggiunge, principalmente per le responsabilità del presidente Zingaretti, la mancanza a tutt’oggi di un di piano di smaltimento rifiuti per la Regione Lazio. Questo rende più difficile e costoso anche le operazioni di raccolta rifiuti in Città. Il sindaco Marino, invece di scaricare ogni responsabilità sui lavoratori dell’Ama, prenda posizione contro la Regione Lazio e guardi bene com’è diretta politicamente e amministrativamente l’azienda». Rincara la dose, entrando nel tecnico il capogruppo Ncd alla Pisana Pietro Di Paolo, ex delegato di Alemanno prprio ai rifiuti. «Proporre quale soluzione alla carenza di trattamento dei rifiuti di Roma la tritovagliatura presso l’impianto di Rocca Cencia - sostiene - significa tornate in dietro di anni senza risolvere il problema. Per questo ho scritto alla Commissione Ambiente europea chiedendo di intervenire e di spiegare al Comune di Roma che la tritovagliatura è stata già omessa dalla lista delle pratiche europee di trattamento, poiché non tratta i rifiuti dal punto di vista meccanico e biologico ma è in grado solo di separare alcune materie, peraltro con scarsissimi risultati. La tritovagliatura infatti - spiega Di Paolo - era una pratica ammessa in passato temporaneamente, in luogo del vero trattamento, e per il tempo necessario alla realizzazione di impianti destinati al vero e proprio trattamento biologico. L'idea di Marino omette dunque colpevolmente di considerare uno dei motivi che ha portato alla procedura di infrazione comunitaria sui rifiuti nei confronti del Lazio».

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