Roma Capitale

Il concorso per 3 dirigenti avvocati s’ha da fare

Il Tar ha ordinato la ripresa delle prove: «Nessuna sovrapponibilità con quello del 2005»

Ancora un pasticcio in tema di concorsi comunali per il sindaco Ignazio Marino e il suo vice Luigi Nieri. Anzi, un vero e proprio buco nell’acqua, dopo la nota e controversa vicenda delle 22 procedure, considerando che stavolta il Campidoglio è stato smentito dalla magistratura amministrativa. Su ricorso presentato da alcuni partecipanti, infatti, il 3 luglio scorso il Tar del Lazio ha ordinato la ripresa di un concorso per 3 posti da Dirigenti Avvocati al Comune di Roma, che invece era stato sospeso il 20 gennaio scorso, per poi essere annullato ad aprile, a causa di alcune presunte irregolarità segnalate dal Capo dell’Avvocatura Capitolina, Rodolfo Murra. Alla procedura concorsuale, bandita nel 2011, stavano partecipando 158 candidati, che avevano già svolto tre prove scritte ed erano in attesa del colloquio orale. Ma come mai il Comune aveva deciso di sospendere il concorso, arrivando addirittura ad annullarlo? La motivazione principale stava nel fatto che prima della procedura del 2011, messa in cantiere dalla Giunta Alemanno, c’era già stato un concorso simile, risalente al 2005 (era Veltroni), dalla cui graduatoria risultavano esserci ancora 24 candidati idonei. Secondo la tesi dell’avvocato Murra, in materia di trasparenza, regolarità e risparmio di risorse, si sarebbe dovuto attingere da quella graduatoria e non bandire un nuovo concorso »sovrapponibile». Peccato che il Tar si era già espresso nel 2013, su ricorso presentato proprio dagli idonei del 2005, decretando la piena validità della seconda procedura, spiegando in sintesi che si trattava di situazioni diverse. Così, trovandosi di fronte ad una situazione del tutto analoga, nella sua sentenza del 3 luglio il magistrato Luigi Tosti non ha dovuto far altro che revocare l’annullamento richiamandosi al pronunciamento precedente. In realtà, nella vicenda resta ancora aperto un secondo fronte, anche se tutto da dimostrare. Per dare maggiore forza alla Determinazione dirigenziale di sospensione, firmata dalla dott.ssa Antonella Caprioli, Murra aveva segnalato all’amministrazione alcune situazioni sospette, circa l’operato del suo predecessore. In particolare, il Capo dell’Avvocatura aveva rilevato che i plichi relativi al concorso del 2011 non erano stati conservati in modo regolare. Una tesi su cui il Tar per ora si è dimostrato scettico, ed ha reclamato «maggiori elementi», rilevata «la genericità delle motivazioni sottese», ordinando a Roma Capitale di fornire entro 20 giorni ìconcreti indizi circa sostanziali pregiudizi al bene protetto, della integrità degli stessi e della loro sottrazione a manomissioni», fissando poi la data dell’udienza al 22 ottobre 2014. «La mania di annullare i concorsi – afferma il capogruppo di Ncd, Sveva Belviso – è stata di nuovo stroncata da una sentenza della magistratura. Una decisione del tutto assurda, che è stato di nuovo liquidato con estrema chiarezza. Dopo aver sostenuto l’irregolarità del concorsone accampando il pretesto di buste trasparenti, a pochi giorni da un altro provvedimento del Tar che sospende gli effetti delle procedure di stabilizzazione a domanda dei precari storici del Campidoglio, sulle quali l’avvocatura aveva dato il via libera malgrado il parere sostanzialmente negativo del Ministero della Funzione pubblica e i rilievi degli ispettori del Mef, ora arriva un’altra sonora bocciatura dell’operato di Roma Capitale e dei suoi strapagati avvocati, con a capo Rodolfo Murra. Riusciranno mai a vincere una causa oppure l'amministrazione Marino è davvero giuridicamente così indifendibile?».

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