Roma Capitale

Highlander del beach volley

Eugenio Amore oggi a Ostia per il campionato italiano «Questo è uno sport da gladiatori. Conta il carattere»

Quarantadue anni. Uno di quegli atleti senza una carta di identità. Per Eugenio Amore l’età è un optional, quello che conta è la passione. E lui, che ancora oggi calca tutte le spiagge d’Italia, di passione ne ha da vendere. Uno dei pochi italiani insieme a Riccardo Lione ad aver disputato un’olimpiade (Pechino 2008) di beach volley. È stato indiscusso protagonista della nazionale e vanta numerosi successi di tappa al Campionato Italiano oltre a piazzamenti di prestigio a livello internazionale. Ha giocato due stagioni indoor in serie A2 (a Santa Croce e a Massa Carrara) ma il suo cuore e la sua mente erano in spiaggia anche in pieno inverno. Quando pensa ai suoi ex colleghi che hanno smesso di giocare da un pezzo si ribattezza «Highlander» e quando pensa ai suoi esordi racconta che tutti lo chiamavano l’autodidatta: «Io sono nato per il beach ma quando ho iniziato praticamente non esisteva. Giocavo a Viareggio con gli amici, ma nessuno sapeva da dove venivo. Nel 2000 ho cominciato a vincere qualche torneo, due contro Mascagna-Cordovana, che poi divennero due mostri sacri del Beach Volley». Che effetto le fa essere uno dei superstiti della vecchia guardia? «Ho avuto la fortuna di avere un buon fisico e pochi infortuni, è soprattutto per questo che ancora riesco far bene. Mi trovo di fronte a tanti giovanotti in erba e se non giochi bene non riesci a importi». Quando è cambiato oggi il beach rispetto a quegli anni? «Fino a circa il 2005 nel campionato italiano c’erano almeno cinque coppie di altissimo livello, molte venivano anche dall’estero. Oggi il livello si è abbassato moltissimo e a fare la differenza è il montepremi delle gare. Quando è basso la coppie più competitive rinunciano». Il suo compagno Tiziano Andreatta ha solo 23 anni. La considera un guru? «Spero che lui prenda il buono di me ovvero l’estro, la perseveranza, il mettersi in gioco su tutto. Io mi sono fatto da solo grazie alla forza caratteriale e mi piacerebbe trasmettere queste mie caratteristiche a Tiziano». Oggi parte la tappa romana del campionato italiano a Ostia. La coppia Amore-Andreatta è tra le favorite? «Il nostro obiettivo minimo è il quinto posto. Al di sotto sarebbe un fallimento ma visto che giochiamo meglio col vento ci aspettiamo anche un exploit». Si sente anche un po’ allenatore? «Il beach volley per me è uno sport da gladiatori. Bisogna fare da soli ma mi rendo conto che avere una guida può essere importante. Io cerco di dare consigli sull’utilizzo del vento o sull’estro del gioco più che sulla tecnica di un bagher o un palleggio». Qual è il fascino della tappa di Ostia? «Come bacino di utenza, pubblico e cornice questa tappa è il top. Come logistica lascia un po’ a desiderare ma giocare qui è piacevole perché tutti masticano il beach volley. C’è un pubblico preparato».

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