Livio, ha sempre amato fumare, il buon vino e giocare. Mi arriva un suo selfie, lui dentro un letto di un ospedale attaccato a delle macchine, ha il pollice alzato come per indicare che va tutto «ok», sotto la foto scrive : «Ao a sto giro dicono infarto». Io rispondo: «Ma do stai?» Livio: «A sto giro so caz… amari, sto ar Gemelli». Non era la prima volta che lo ricoveravano al Gemelli. Livio: «Qua me trovo bene. Ottavo piano reparto C terapia intensiva mo te dico esattamente il nome del reparto esattamente sono in terapia coronarica che già er nome è da cacasse sotto… Tutto sommato se me fanno anna al bagno da solo qui se sta pure bene. Il problema è che secondo me dovrebbero spostare le ricerche su il virus che ha procurato miocardite. Ma non vedo tamponi». Io scrivo: «Ma che ne sai tu?». Livio: «Te dimentichi che so pur sempre un tecnico di laboratorio biomedico, oltre a un geometra e un calciatore fallito». Lo vado a trovare e sono sorpreso di quanto sia efficiente il reparto. «Che dici adesso volemo mette’ la testa a posto?» Lui risponde sorridendo: «Indovina che me so giocato ? Brasile perdente e Argentina che vince ai rigori. Portame un bicchiere de vino rosso». Io lo guardo con rimprovero. Livio: «Fa bene al cuore…così dicono al reparto!»
Livio al Gemelli. Mondiali e vino rosso
di Francesco Apolloni Livio, ha sempre amato fumare, il buon vino e giocare. Mi arriva un suo selfie, lui dentro un letto di un ospedale attaccato a delle macchine, ha il pollice alzato come per...