CIVITAVECCHIA Sono in stato di agitazione i 300 lavoratori edili impegnati nella costruzione delle opere di ampliamento del porto di Civitavecchia. E da ieri sono in assemblea permanente per programmare eventuali azioni da mettere in campo, insieme ai sindacati di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. Il primo obiettivo è chiedere un nuovo intervento dell'Autorità Portuale ed un incontro per discutere del futuro del cantiere. «Dal giorno del sequestro del cantiere ad oggi restano in attesa di risposte circa il loro futuro lavorativo - hanno spiegato Massimo Fiorucci della Feneal Uil Roma, Diego Bottacchiari della Filca Cisl Roma e Vincenzo Cariddi e Andrea Pace della Fillea Cgil Roma Nord Civitavecchia - per molti di loro non è ancora stato effettuato il pagamento del salario di maggio e sono a rischio anche i soldi che devono arrivare dalla cassa edile». Dopo il sequestro motivato da presunte irregolarità nell’esecuzione dell’appalto, con nove persone iscritte nel registro degli indagati, il 27 giugno scorso era arrivato il via libera da parte della Procura alla ripresa dei lavori da parte degli oltre 300 operai e addetti delle varie ditte appaltatrici e sub-appaltatrici al cantiere delle opere strategiche, con l’area però rimasta sotto sequestro, con la custodia dell’Autorità Portuale.
Trecento operai della darsena in agitazione: chiedono certezze
CIVITAVECCHIA Sono in stato di agitazione i 300 lavoratori edili impegnati nella costruzione delle opere di ampliamento del porto di Civitavecchia. E da ieri sono in assemblea permanente per...