Roma Capitale

Sì alle deleghe esterne al Consiglio

GROTTAFERRATA La parola d’ordine è partecipazione e se l’iniziativa porta con sé le inevitabili polemiche del caso poco contra. Le nuove Amministrazioni comunali di Grottaferrata e Frascati aprono...

GROTTAFERRATA La parola d’ordine è partecipazione e se l’iniziativa porta con sé le inevitabili polemiche del caso poco contra. Le nuove Amministrazioni comunali di Grottaferrata e Frascati aprono alle deleghe esterne al Consiglio comunali: rigorosamente gratuite, pare. Deleghe comunque ambite e di peso soprattutto a Grottaferrata dove il sindaco Giampiero Fontana, che ha fatto della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini uno dei propri cavalli di battaglia («Sono settimane che ricevo decine di grottaferratesi ascoltando i loro problemi», dice) ha per il momento trattenuto per sé addirittura l’Urbanistica. Competenza ambitissima che potrebbe finire sulle spalle di Marco Bosso, già giovanissimo assessore con identica delega ai tempi di Mauro Ghelfi. La tutela degli animali potrebbe finire invece nelle mani di Mauro Porleri, attivissimo animalista. Ma da assegnare restano anche Cultura e Politiche giovanili. La modifica del regolamento comunale che consente l’assegnazione esterna delle deleghe ha portato le prime velenose critiche: per approvarla la maggioranza ha potuto contare anche sul «sì» del Partito democratico che si è attirato le critiche di quelli di «Città al governo» (l’altro centrosinistra) e ovviamente dei 5 stelle. «L’inizio dell’avventura di Fontana – dicono – è già pessimo». Nel prossimo Consiglio di imminente convocazione la partita dovrebbe chiudersi. A Frascati il sindaco Alessandro Spalletta è animato da medesime intenzioni. Il regolamento comunale sembra già concedere al primo cittadino questa facoltà e dunque la questione dovrebbe essere meno complicata anche perché le potenziali deleghe esterne non sono così pesanti come quelle del Comune vicino. A coloro che si dicono entusiasti dell’iniziativa, l’opposizione dei sconfitti al ballottaggio replica con amarezza: «Si tratta solo di accontentare quelli che sono rimasti senza posto in Giunta o senza incarichi consiliari» dice per esempio Franco D’Uffizi, oggi in minoranza ma ex delegato alla Sicurezza.

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