L’Ipab San Michele di Piazzale Tosti in VIII Municipio diventerà una delle 48 "Case della Salute" regionali, le strutture di nuovo conio inserite nella rete sociosanitaria territoriale pensate per occuparsi in prevalenza di acuti minori e pazienti con patologie croniche (come diabete e scompensi cardiaci). «Il progetto di massima è stato concordato tra la Asl e l’Ipab, gli uffici tecnici hanno lavorato sui costi agevolati. Manca solo la formalizzazione da parte della Regione Lazio: aprirà l’anno prossimo, in una Asl che conta oltre 30.000 diabetici e altresì un numero importante di malati cronici», annuncia a Il Tempo il direttore generale della Asl RmC, Carlo Saitto. Sicure anche altre sedi romane, tra cui quella confermata di Santa Caterina delle Rose a Largo Preneste in V Municipio, per cui è in essere il progetto di trasformazione del presidio integrato (previsione della tempistica di apertura: fine anno-inizio del successivo). Nel 2015 ne aprirà un’altra in XII Municipio nei locali della ex Casa della Bambina nel quartiere giuliano-dalmata in zona Laurentina, mentre si dovrà attendere il 2016 per l’inaugurazione in VII Municipio della Casa della Salute all’Arco di Travertino. A fare il punto sull’argomento, anche un convegno in Municipio VIII qualche giorno fa, che ha visto la presenza di esponenti delle istituzioni, rappresentanti sanitari, medici e personale degli ospedali delle aree coinvolte e cittadini: uno dei tanti incontri di ascolto programmati sul decreto in materia che proseguiranno sul territorio. Tre le Case della Salute ad oggi aperte: Sezze, Pontecorvo e Rocca Priora. Ne sono state pensate una per ogni distretto, aperte 12 ore al giorno. 5 quelle che vedranno la luce nella Capitale. «Sono la migliore risposta sul territorio alle esigenze dei cittadini a livello di integrazione medico-culturale da sviluppare mediante l’interconnessione tra le varie strutture. Rappresentano un valore aggiunto, un sostegno in più per prendersi carico delle diverse patologie del paziente, in particolar modo degli over 75. L’obiettivo è far nascere programmi di salute specifici. Un modo pure per decongestionare le liste di attesa negli ospedali, di certo le affluenze nei pronto soccorso», spiega il delegato del Sindaco per la Asl RmC, Antonio Bertolini. «In sostanza, una rete integrata di strutture che la Regione ha scelto di promuovere, organizzata per livelli di complessità assistenziale, legata al presupposto irrinunciabile per la sostenibilità del SSR, ossia la riorganizzazione della rete ospedaliera per acuti mediante la razionalizzazione dell’offerta in termini di posti letto e percorsi di cura», puntualizza il consigliere regionale Teresa Petrangolini. «Ogni paziente verrà seguito con un piano terapeutico ad personam, sfruttando lo strumento della telemedicina per agevolare i servizi in un luogo più accogliente possibile». Non concorda il vicepresidente della Commissione regionale Salute, Antonello Aurigemma: «Con la riduzione delle convenzioni, l’unica cosa aumentata nel Lazio è l’attesa delle prestazioni sanitarie», chiosa. «Quello che si nasconde, in realtà, dietro il cambio di denominazione in "Case della Salute" è la chiusura di reparti di ospedali romani e la cancellazione di strutture ospedaliere in provincia. Ho inoltrato una richiesta di audizione urgente con i vertici regionali della sanità e con il Presidente Zingaretti sui continui gridi d’allarme».
L’Ipab San Michele diventa «casa della salute»
Aprirà l’anno prossimo una delle 48 strutture pensate per sfollare i pronto soccorso
