Roma Capitale

Avevano occupato il casello A24 62 rinvii a giudizio

Provvedimenti per 13 sindaci, medici, sindacalisti e personaggi locali di spicco

SUBIACO Occuparono l'A24 per bloccare la decimazione dei servizi ospedalieri all'Angelucci di Subiaco e ora in 62 saranno processati per «concorso aggravato in interruzione di pubblico servizio». Quello autostradale della Roma-L'Aquila, dove la mattina del 27 settembre 2010 venne «impedito il transito dei veicoli fino a provocarne l'incolonnamento per circa 10 chilometri» all'altezza del casello di Vicovaro-Mandela. Causando «l'interruzione del pubblico servizio autostradale e dei pubblici servizi di trasporto espletato dai mezzi Cotral», sottolinea il sostituto procuratore di Tivoli, Stefania Stefania, nel decreto di citazione a giudizio per 13 sindaci, il presidente della Comunità montana dell'Aniene, ed altri fra medici, infermieri e dipendenti ospedalieri, sindacalisti e residenti della Valle dell'Aniene. Tutti alla sbarra il prossimo 4 novembre, oltre 4 anni dopo quella manifestazione di protesta che portò al casello più di 500 persone contro il decreto 80 che voleva decimare il nosocomio da 82 a 8 posti letto, con il declassamento del Pronto soccorso in un Punto di primo intervento. Amareggiati gli imputati: «noi andammo sull'A24 per protestare contro il blocco dei vitali servizi sanitari e ora ci ritroviamo sotto processo proprio per interruzione di pubblico servizio, mentre la Regione continua impunemente a fare tagli nel nostro nosocomio: è incredibile», commenta il responsabile del Tribunale del malato, Antonio Lollobrigida. Dalla decimazione prevista (e poi in parte sospesa) di quel decreto 80 del 2010, infatti, si è passati ora alla nuova riconversione indicata nei piani operativi 2013-2015 della Regione, che lunedì dovrebbe essere recepita nel nuovo patto per la salute, riguardante anche gli ospedali di Bracciano e Monterotondo. Contrariamente agli annunci del dicembre scorso, quando sul Monte Livata il presidente Zingaretti assicurò di aver «salvato l'ospedale di Subiaco dal taglio dei posti letto», se ratificata la proposta decimerebbe, invece, quasi i due terzi dei letti (-64%: da 72 a 26), con un unico reparto di Medicina (e Chirurgia limitata al day-surgery). Una proposta però in contrasto con le indicazioni date nel maggio scorso a Jenne dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: «il Pronto soccorso deve essere supportato dai posti letto di degenza di chirurgia, medicina ed ortopedia». E i sindaci ora chiedono un incontro urgente alla Regione per «evitare- avverte il presidente della Comunità montana, Luciano Romanzi- nuove iniziative eclatanti come una vera e propria ribellione civile, o la riconsegna delle fasce tricolori». Indossate anche nel giorno dell'occupazione dell'A24 dagli allora sindaci (5 di loro sono ancora in carica) di Subiaco, Gerano, Roiate, Roviano, Riofreddo, Arsoli, Agosta, Anticoli, Canterano, Olevano, Cervara, Marano ed Affile.

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