Il padre non tollerava quella relazione tormentata della figlia con il ragazzo, lui le ingerenze dell’uomo nella loro storia. Così, come due rivali di altri tempi, si sono dati appuntamento in piena notte e in un luogo isolato, per "sistemare" una volta per tutte la faccenda. Il duello, all’1,30 di ieri, alle spalle dell’isola ecologica di piazza Giovanni Battista Bottero, a Ostia. Per i poliziotti e i carabinieri, che collaborano nelle indagini, chiarire l’esatta dinamica dei fatti non è certo semplice: assolutamente contrastanti le versioni fornite agli investigatori dai due "rivali", denunciati entrambi con l’accusa di lesioni personali aggravate. Tutto ha inizio quando, pochi minuti prima delle 2 di notte, arriva al pronto soccorso del Grassi Fabrizio Rendina, 47 anni e già noto alle forze dell’ordine, insieme alla figlia 19enne. L’uomo, quasi privo di conoscenza a causa dell’abbondante perdita di sangue, ha ferite d’arma da taglio alla milza e all’inguine e viene ricoverato in prognosi riservata. Ai medici avrebbe fatto in tempo però a spiegare di esser stato colpito con un coltello da Valerio Tarquini, ex fidanzato appena 20enne della figlia. «Si comportava male con la mia bambina - avrebbe detto ai poliziotti -, ci siamo visti qui dietro per chiarire ma mi ha ferito con un coltello». Immediate, quindi, le ricerche del giovane che, allontanatosi dal luogo dell’aggressione, dove gli agenti hanno trovato solo le tracce della colluttazione, viene fermato dai carabinieri poco più tardi in via dei Promontori. Pur ammettendo, pare al di fuori degli atti, la sua presenza nella piazza indicata dal 47enne, il ragazzo avrebbe però spiegato la questione in modo diametralmente opposto. Accettata la richiesta di chiarimento da parte del padre della sua ex, che non gradiva il tira e molla del giovane con la figlia, si sarebbe fatto accompagnare da un amico romeno che non avrebbe preso parte all’aggressione. Ferito anche lui ad un avambraccio, e refertato dai medici del Grassi con una prognosi di sette giorni, il ragazzo avrebbe giurato di essere andato lì disarmato e di esser stato ferito dalla lama di Rendina, solo per miracolo non in pericolo di vita. Gli agenti di Ostia e gli uomini agli ordini del Maggiore Arena continuano ad indagare per far luce sulla vicenda, nonostante al momento le accuse siano le stesse per entrambi i protagonisti della storia, denunciati a piede libero. Nessuna traccia invece del coltello, utilizzato, non si sa bene da chi per primo, e gettato via subito dopo. Nei prossimi giorni saranno ascoltate nuovamente le versioni del padre della giovane e dell'ex fidanzato al fine di accertare le reciproche responsabilità.
Incontra l’ex della figlia e finisce a coltellate
Il padre ferito alla pancia. Il ventenne a un braccio