Dopo l’apertura delle procedure di mobilità, ai 78 dipendenti di Risorse per Roma impegnati nella vigilanza dei campi nomadi è arrivato il licenziamento via mail, a soli quattro giorni dall’interruzione del servizio. «Sospensione prestazione lavorativa», si legge nell’oggetto della casella di posta elettronica: «Gentile signore - continua l’allegato inviato sabato pomeriggio - con la presente la informo che a far data dal 1° luglio 2014 ella è esonerata dal rendere la prestazione di lavoro. Roma Capitale, dipartimento Politiche Sociali, non ha infatti confermato il prolungamento tecnico dell’affidamento relativo al servizio di portierato e monitoraggio dei villaggi della solidarietà oltre la scadenza del 30 giugno prossimo impedendo quindi la presenza dei nostri dipendenti presso i campi. Cordiali saluti». Il problema, come spiega anche Risorse per Roma, nasce dal mancato stanziamento da parte del Comune dei fondi necessari al mantenimento del servizio, circa 200mila euro mensili. Trattandosi di una società a intera partecipazione pubblica Risorse non può esporsi «in proprio» impegnando queste somme senza che il Comune garantisca le coperture, che è appunto la causa dell’apertura delle procedure di mobilità, e sempre per la stessa ragione non si ritiene di poter trovare una nuova destinazione per questi dipendenti, pronti a farsi sentire. Sul piano contrattuale, infatti, parliamo di personale assunto a tempo indeterminato, come ha già fatto notare l’Ugl la mobilità «non è in linea con gli accordi sottoscritti con l'amministrazione capitolina sulla salvaguardia occupazionale e con quanto affermato anche dal sindaco».
Licenziati via mail i vigilantes dei campi nomadi
Dopo l’apertura delle procedure di mobilità, ai 78 dipendenti di Risorse per Roma impegnati nella vigilanza dei campi nomadi è arrivato il licenziamento via mail, a soli quattro giorni dall’interruz...
