Una parte del calvario è finito, ma un'altra emergenza è dietro l'angolo. Ieri il sindaco Ignazio Marino e l'assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Masini, hanno sancito la riapertura del tratto di via del Foro Italico (la Tangenziale) fra Corso Francia e la Galleria Giovanni XIII, chiuso per una frana dal nubifragio del 31 gennaio scorso. La brutta notizia, però, è che oggi scade la proroga per le manutenzioni stradali della cosiddetta «grande viabilità» e il Comune al momento non ha nemmeno un euro da destinare all'enesimo rinnovo degli appalti. Questo vuol dire da domani nessuno andrà più a sistemare buche e voragini, riparare marciapiedi, sturare i tombini e ridisegnare la segnaletica orizzontale nelle circa 600 strade principali della città. Un disastro per una viabilità che è già una corsa a ostacoli. EMERGENZA MANUTENZIONI L'emergenza, come detto, riguarda ben 599 strade cittadine assegnate al Campidoglio da una delibera del dicembre 2004. Ci sono tutte le consolari, ovviamente, ma anche le vie più trafficate nei vari quartieri. In realtà, il caos coinvolgerebbe praticamente tutto il tessuto viario romano, visto che i municipi, a secco di liquidi, si rivolgono continuamente al dipartimento centrale. Gli appalti, prima della loro scadenza, valevano circa 12 milioni di euro l'anno, ma per rinnovare anche solo un altro mese servono almeno 2,4 milioni. Oggi Masini, dicono i «rumors», andrà letteralmente a litigare con l'assessore al Bilancio, Silvia Scozzese per ottenere almeno una parte della cifra. Compito non semplice. Ieri il titolare dei Lavori Pubblici ne ha parlato pochi minuti, da parte, con Marino. «Sindaco, poi abbiamo quel problema con le manutenzioni...», ha detto Masini; «Parlane con Silvia (Scozzese, ndr). Non posso risolvere tutto io. Quelli per il sociale li recupero, per questi è più complicato...», ha replicato il primo cittadino. L'idea sarebbe, spiegano da fonti vicine all'assessore, anche quella di battere ulteriolmente cassa al Governo. LA TANGENZIALE Intanto ieri è stato un giorno di festa per l'amministrazione comunale. Dopo 5 mesi e tante polemiche, è stato finalmente riaperto al transito il tratto della via Olimpica interessato dalla frana del 31 gennaio scorso. Con un giorno d'anticipo, va detto, sul cronoprogramma stabilito dal Dipartimento Lavori Pubblici. Durante i sopralluoghi sono state riscontrate diverse anomalie rispetto alle informazioni delle vecchie carte. «Potevamo metterci con la paletta del nonno a togliere la terra - ha affermato il sindaco - e avremmo riaperto dopo pochi giorni. Invece ci interessava il destino di 30 di famiglie, le cui abitazioni rischiavano di crollare. Ci sarebbero stati dei morti: nessuno ci avrebbe incolpato, ma li avremmo avuti sulla coscienza. Meglio qualche settimana di disagi o e qualche ora persa nel traffico». Per mettere in sicurezza la collina, sono stati impianti 500 pali di 20 cm di diametro, 300 chiodi e impiegati 1100 metri cubi di calcestruzzo. MONTE MARIO Ancora più complessa, invece, è la situazione di Monte Mario. Ad oggi sono chiuse la Panoramica e la via Trionfale. Secondo il cronoprogramma consegnato ieri alla stampa, i lavori si concluderanno il 31 luglio sulla Trionfale, mentre «per la stessa data saranno riaperte 3 delle 4 corsie della Panoramica». Tuttavia, la situazione geologica della collina non lascia tranquilli. L'ente che gestisce la Riserva naturale di Monte Mario è RomaNatura, che fa capo alla Regione Lazio. «È stato avviato un tavolo a cui stanno partecipando la Regione, il Cbtar, l'Ardis, il Comune di Roma e i municipi interessati». L'obiettivo è quello di attingere ai fondi governativi per il dissesto idrogeologico, soldi ulteriori rispetto a quelli dello stato di calamità naturale richiesto a febbraio. GIUOCHI DELFICI Il 15 luglio riaprirà invece al traffico il tratto finale di via Cassia, ovvero piazza dei Giuochi Delfici. Su questo cantiere ha inciso negativamente il ricorso al Tar presentato dai proprietari del terreno che ha franato contro l'ordinanza urgente emanata dal Sindaco il 28 febbraio. Qui il contenzioso nasce dal fatto che il Comune sta realizzando dei lavori al costo di 1,3 milioni di euro, che dovrebbero gravare sui privati; i proprietari, invece, hanno ottenuto preventivi da 300mila euro. «Si possono acquistare oggetti originali o dai cinesi. Noi le cose le dobbiamo fare bene», ha scherzato (ma non troppo) a margine l'assessore Masini.
Finisce l’incubo: Tangenziale riaperta
Oggi però si apre il fronte manutenzioni stradali: il Comune non ha più un euro
