«Michele Liguori, Nicolò Savarino, Luigi Falanga, Paolo Procopio». I nomi scorrono uno a uno lungo il drappo rosso posto in fondo alla sala. Luigi Marucci, presidente nazionale dell’Ospol, li ha imparati a memoria come fosse un rosario, e non riesce a non commuoversi mentre racconta le gesta di ognuno di loro, con le pagine dei giornali e le foto appese ai muri. Storie di vigili urbani, che in divisa hanno dato tanto alla loro città, così tanto che ci hanno rimesso la vita. Ed è proprio questo il tema della mostra fotografica e documentale «Vittime del Dovere Polizia Locale», l’esposizione che da oggi fino al 10 luglio terrà banco presso la sede nazionale del sindacato Ospol, in via Prospero Albino, 69, nel quartiere Garbatella. Saranno presentate le storie dei 20 vigili urbani «ammazzati» dal 1993 al 2014. L’ultimo, Michele Liguori, di Acerra, «simbolo della lotta alle ecomafie nella terra dei fuochi», stroncato da due tumori. Ma anche Nicolò Savarino, investito a Milano da un Suv che aveva fermato per un controllo. E poi Luigi Falanga, scomparso nel 2011 a causa di un infarto che lo colse a 55 anni mentre inseguiva un venditore abusivo a Pompei. «Quelle divise macchiate di sangue – racconta Marucci – quei martiri immolati, cono onore, in difesa dell’altrui incolumità, chiedono a gran voce giustizia e uguaglianza alle altre divise». E sta proprio qui il motivo portante di questa mostra. L’antica battaglia dell’Ospol per l’equiparazione, a livello nazionale, della Polizia Locale alle altre forze dell’ordine. Il che significherebbe maggiori tutele dal punto di vista sanitario e assicurativo. «Tutti questi colleghi scomparsi – spiega Marucci – e gli altri rimasti invalidi, o feriti, non possono reclamare la causa di servizio. Nemmeno Liguori, a cui è arrivato il riconoscimento morale, seppur esplicito, del Capo dello Stato, ma non quello sostanziale dell’Inail». La proposta di legge si è arenata tre volte nella burocrazia del Parlamento. L’ultima fu avanzata da un gruppo di deputati, di cui il primo firmatario era l’ex Udc Luciano Ciocchetti. Ma nulla. «Ora con questo governo di sindaci, sarà ancora più difficile», afferma sconsolato il presidente dell’Ospol. Che però non molla: la mostra sarà itinerante, e dopo Roma proseguirà lungo i 20 capoluoghi di regione.«Lo devo ai miei colleghi», conclude Marucci.
Pizzardoni caduti in servizio, una mostra li ricorda
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