Oltre 15 mila farmaci attualmente in commercio, un italiano ogni sei che abitualmente ricorre all'utilizzo di farmaci omeopatici, un settore in crescita ora costretto a rivolgersi al Governo e al Parlamento, perché il prossimo anno verranno a scadere tutte le autorizzazioni necessarie alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti omeopatici. L’allarme è scattato nel corso dell'incontro "Verso una nuova regolamentazione dei medicinali omeopatici" per iniziativa dell'Osservatorio Sanità e Salute presieduto dal Sen. Cesare Cursi. Ad introdurre i lavori il Dott. Giovanni Gorga, Consigliere di Omeoimprese. «Il governo - dice - deve fare presto. Sarebbe sufficiente predisporre un emendamento che consenta al settore omeopatico di continuare a lavorare, nulla di più». Dott. Gorga, com’è la situazione? «Pochi dati, tutti positivi per fortuna. L’omeopatia è una sorta di "isola felice", sia dal punto di vista economico che quello della salute». Non avete risentito della crisi economica? «Da noi i cittadini che ricorrono a cure omeopatiche sono sempre di più. Una recente ricerca Doxa parla di ben 13 milioni di italiani. Sotto il profilo economico poi il comparto continua a crescere e si conferma il trend positivo di questi ultimi anni». Cosa chiedete al governo Renzi? «Di intervenire con urgenza anche predisponendo un emendamento ad uno dei provvedimenti in fase di approvazione per accelerare la procedura di rinnovo delle autorizzazioni necessarie alla produzione e alla commercializzazione dei medicinali. Il rischio, se non si interviene subito, è quello di veder messi fuori commercio prodotti che un numero sempre più importante di cittadini chiede di acquistare. L’hashtag che mi verrebbe da lanciare è #Matteofaipresto anche perché, attenzione, non parliamo di nuovi farmaci ma di prodotti che si trovano sul mercato italiano da circa trent’anni». Come si è arrivati a questa situazione? «L’Europa è intervenuta già da diversi anni per regolamentare tutta la "medicina complementare" prevedendo così che ogni farmaco, per essere commercializzato debba avere un numero di autorizzazione rilasciato dall'Agenzia del Farmaco. Le nuove normative prevedono che chi non possiede questo, alla data del 1º gennaio 2016, è fuori dal mercato». Risposte dalle istituzioni? «Le istituzioni sono consapevoli della situazione e nei mesi scorsi abbiamo lavorato per raggiungere un proposta condivisa da tutti. La stessa AIFA infatti ha previsto una proceduta semplificata per questi farmaci. Farmaci che, vorrei fosse chiaro a tutti, rappresentano la garanzia al diritto di scelta di come curarsi per il singolo cittadino. E poi mi chiedo, in un momento di crisi così forte, allo stato non interessa un po' di gettito in più?» Si riferisce al costo per la messa in commercio? «Si esatto, sotto il profilo economico questo è un altro aspetto di grande interesse per il sistema paese. Le aziende produttrici per ogni prodotto pagano una tassa di registrazione. Non parliamo di una dozzina di farmaci ma di ben 25 mila, non so faccia lei i conti...»
Nuove norme per vendere gli omeopatici
Oltre 15 mila farmaci attualmente in commercio, un italiano ogni sei che abitualmente ricorre all'utilizzo di farmaci omeopatici, un settore in crescita ora costretto a rivolgersi al Governo e al...