Roma Capitale

Maltempo Chiesta la calamità naturale

Anna Laura Consalvi TIVOLI Troppi danni e disagi causati delle piogge e il Comune chiede alla Regione Lazio il riconoscimento dello stato di calamità naturale. L’effetto maltempo si fa sentire e a...

TIVOLI Troppi danni e disagi causati delle piogge e il Comune chiede alla Regione Lazio il riconoscimento dello stato di calamità naturale. L’effetto maltempo si fa sentire e a distanza di una settimana dalla fine dell’incubo parte anche la lettera con cui il settore Lavori Pubblici chiede una mano alla Pisana. Tra ieri pomeriggio e questa mattina la missiva, che contiene l’elenco dei problemi registrati in quasi sette giorni di emergenza senza fornire per ora una stima precisa, è partita da Piazza del Governo numero 1, dove oggi la fascia tricolore viene indossata da Giuseppe Proietti. Il sindaco aveva già preannunciato l’iniziativa nell’ultimo tavolo di lavoro convocato sulla faccenda, quello in cui si è affrontato il problema di via Acquaregna. La frana, che ha riguardato una delle arterie principali della viabilità cittadina, ha causato grattacapi sotto tutti i punti di vista: niente più autobus e mezzi pesanti in quel tratto, deviati su via Tiburto e viale Mannelli, e parecchi soldi da sborsare, circa 200mila euro che il municipio cittadino in ogni caso tirerà fuori raschiando qua e là, visto che il cantiere è già partito. Nell’elenco dei problemi da affrontare c’è poi quello del Fosso di San Pastore, esondato mercoledì scorso causando allagamenti di cantine e case nelle vicinanze. Pure in questo caso carta e penna hanno fatto il proprio lavoro, stavolta direzione Provincia di Roma, anche se la competenza della pulizia è ancora tutta da appurare. Intanto in via precauzionale si richiede una ricognizione di tutti i corsi d’acqua, in modo tale da evitare dove è possibile che si ripetano i fenomeni straordinari dei giorni scorsi. Tra le zone più flagellate ci sono senza dubbio le periferie, Villa Adriana su tutte. Oltre alla ormai tradizionale, si fa per dire, zona di Ponte Lucano, sono state via Umbria e via Rosolina a soffrire di più le bombe d’acqua e la caduta di rami dagli alberi.

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